379 Forte Strino Vermiglio Museum

[foto] Forte Strino
Forte Strino © Copyright 2018 By Salvatore
Titolo: Forte Strino Vermiglio Museum
Data: 16-9-2017
“Sopra un dosso sporgente a circa metà del tragitto per Vermiglio sta una ridotta austriaca fornita di sette cannoni. È dominata da molte alture circostanti ma in caso di irruzione garibaldina sarebbe molto utile…”
D.W. Fresbfield

Dopo la passeggiata al passo del Tonale (qui trovi il post) scendiamo di nuovo verso Male e ci fermiamo a visitare il museo Forte Strino. Restaurato e aperto al pubblico, ospita anche mostre.
La necessità di fortificare i passi durante la guerra era una priorità, da questa non scappa neanche il Passo del Tonale, il più importante punto di passaggio fra le montagne del Trentino e le pianure Lombarde. Questa necessità si pose con urgenza all’indomani della Seconda guerra di Indipendenza Italiana (anno 1859): quando il territorio Lombardo Veneto venne annesso al Regno d’Italia il Trentino occidentale divenne confine meridionale dell´Impero Austro-Ungarico. Fu allora che ebbe inizio la costruzione delle fortificazioni in alta Val di Sole, tutta racchiusa negli anni che vanno dal 1860 al periodo immediatamente precedente lo scoppio della Prima guerra mondiale. Mezzo secolo durante il quale le concezioni tattico-strategiche della difesa territoriale subiscono una decisa evoluzione, in senso soprattutto offensivo. Lo sviluppo della tecnica procede a ritmo vertiginoso, piegandosi spesso a strumento dell’aggressiva politica di potenza del moderno stato industriale. Dalla severa compatta mole in pietra del Forte Strino (1860-61), quasi un maniero che da un´altura domina le vie di transito, al Forte Zaccarana o Tonale realizzato in calcestruzzo blindato con tecniche più aggiornate, alla serie di forti posti a tenaglia da un lato all’altro della valle, tutte queste fortezze avevano lo scopo di bloccare e rendere inespugnabile il passo. Queste opere permanenti e completamente autosufficienti furono affiancate da chilometri di trincee, camminamenti e linee telefoniche, ridotte, piazzole per artiglierie campali, villaggi militari e baraccamenti per il ricovero delle truppe, strade di accesso, teleferiche per il rifornimento degli avamposti in alta quota e tutta una serie di infrastrutture di supporto, con uno spiegamento di mezzi senza precedenti che incise pesantemente sul territorio. Nel 1915 tutto è pronto per l´evento tanto atteso e temuto, l´ingresso dell’Italia in guerra. Come sugli altri fronti, anche sulle montagne e sui ghiacciai del Tonale la Grande Guerra fu caratterizzata dalla tremenda forza d’urto dell’artiglieria, quasi un simbolo della tecnica che annichilisce l´uomo. Le fortezze assunsero dunque un ruolo fondamentale nei rapporti di forza. Tuttavia la loro staticità le esporrà a loro volta all’incessante e distruttivo fuoco avversario. Continuamente rimaneggiate, caddero sostanzialmente intatte in mano italiana nell’autunno 1918. Nel 1934, persa ogni funzione strategica, vennero cedute dal demanio militare al Comune di Vermiglio. A partire da questa data e fino al secondo dopoguerra divennero cave di pietra e miniere di metallo per i cosiddetti “recuperanti”, fino ad essere ridotte ad accumuli di pietre affioranti da pascoli e abetaie come rovine archeologiche.

[foto] Forte Strino
Forte Strino © Copyright 2018 By Salvatore

Oggi si tenta un recupero storico- culturale, ma i segni della devastazione sono visibili ovunque. Quando il 24 maggio 1915 i primi colpi tuonarono i ghiacciai attorno al passo del Tonale vennero trasformarti in un mare ghiacciato e infuocato. Inizia così la “Guerra Bianca” combattuta a 3500 metri sul livello del mare, una guerra combattuta in condizioni operative, climatiche e psicologiche proibitive. Il Forte Strino tuttavia non ne fu devastato, la sua parziale distruzione avvenne per mano dei recuperanti di Vermiglio, che a rischio della loro vita prelevarono pietre e ferro per riutilizzarli.
Fonte: Museo Forte Strino, pannelli e materiali didattici.
© Copyright 2018 By Salvatore

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