378 [Cadore] Monte Schiaron

[foto] Cima Schiaron
in cima © Copyright 2018 By Salvatore

Titolo: Cadore Cima Monte Schiaron
Data: 11-11-2018
Cima: Monte Schiaron 2246 m.s.l.m.
Gruppo Montuoso: Alpi Carniche
Cartina: Tabacco; Foglio 01 Sappada Forni Avoltri
Segnavia: CAI
Tipologia e numero sentiero: Escursionistico e Forestale 169- 165 154
Quota partenza: 1600 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2246 m.s.l.m
Dislivello: 646 m.
Tempo*: 6 ore
Difficoltà*: Facile
Giro: Circolare
Punti di appoggio: rifugio Zovo
Acqua, sorgenti: no
Località: San Pietro di Cadore, Costalta, Forcella Zovo,
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì in stagione a pagamento
Partecipanti: Gino, Salvatore, Paola.
Autore/i: Salvatore e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: Oggi nebbia e leggera pioggia prima di partire da Belluno, ma noi senza scoraggiarci giungiamo a Tai di Cadore dove ci incontriamo con il nostro amico Gino che ci guiderà in questi luoghi che non conosciamo. La nostra meta è il Monte Schiaròn, ma vogliamo anche renderci conto dello stato dei sentieri e dei boschi, devastati dalla recente alluvione.

L’escursione in dettaglio: da Tai proseguiamo in auto fino a Santo Stefano di Cadore per il Passo di Sant’Antonio (la galleria era chiusa, apre ad orari) passiamo per San Pietro di Cadore e raggiungiamo il piccolo bel paese di Costalta. Il tempo non è dei migliori, c’è molta nebbia, ma speriamo in una ”estate di San Martino” con un giorno d’anticipo. Da Costalta seguendo le indicazioni raggiungiamo Forcella Zovo 1600 m.s.l.m dove parcheggiamo.Qui parte il sentiero 169 lungo la bellissima Val Vissada, purtroppo avvolta dalla nebbia, strada facendo incontriamo alcuni alberi caduti sul sentiero, siamo obbligati ad aggirarli, poi continuiamo a salire per la larga e bellissima mulattiera fino ad attraversare il Rio di Vissada e da qui sempre su mulattiera e sempre nella nebbia giungiamo a circa 2000 m. di quota, al bivio per forcella Longerin, che non raggiungiamo.

[foto] Cima Schiaron
Bivio per la cima © Copyright 2018 By Salvatore

Andiamo a destra raggiungendo la Cresta o Costa dello Schiaron continuando sul sentiero 196 per il Monte Schiaron. Dopo il primo facile tratto su mulattiera raggiungiamo i primi tratti rocciosi che saliamo facilmente seguendo i segni rossi. Superato un rialzo i bolli ci portano a sinistra, troviamo un roccione e un passaggio più ostico (Paola si ferma), riusciamo a superarlo in due con una breve arrampicata e poi per sentiero fino alla cima 2246 m.s.l.m.

[foto] Cima Schiaron
io e paola © Copyright 2018 By Salvatore

Tornando indietro, notiamo sopra al rialzo alcuni ometti che portano a destra, Gino va in avanscoperta e riusciamo a traversare facilmente sotto la cima, aggirandola, poi giunti a una minuscola sella seguiamo la traccia che sale molto facilmente fino alla croce di vetta per il pendio erboso, ritornando in cima tutti e tre.

[foto] Cima Schiaron
giunti a questo punto si va a destra © Copyright 2018 By Salvatore

Siamo al centro del Cadore (Comelico) e potremmo vederlo tutto se non fossimo circondati dalla nebbia, purtroppo niente panorama e niente vista sulla magnifica Val Visdende…Ridiscendiamo e tornati al bivio a 2000 m. di quota seguiamo il segnavia 165. Il sentiero in cengia che costeggia il monte S. Daniele è molto rovinato in alcuni tratti, ma si passa. Qualche punto è franoso e esposto e richiede un po’ di attenzione. Un esagerato segno rosso su una roccia ci indica di scendere per ghiaione, caliamo fino al Colle dei Pradetti 1900 m.s.l.m. Dove troviamo una piccola casetta di legno e purtroppo i segni evidenti della devastazione, abeti schiantati e rovesciati ovunque. Il sentiero è scomparso sotto l’ammasso dei tronchi che dobbiamo aggirare o scavalcare.

[foto] Cima Schiaron
il rientro

Grazie all’intuito di Gino riusciamo comunque a intercettare il sentiero che ci porta a Sella dei Pradetti 1757 m.s.l.m e alla strada forestale per forcella Zovo, ma… sulla forestale, sentiero 154 ci imbattiamo in un più grande disastro, mai visto una striscia di piante larga 300 m e lunga 400 sradicate, schiantate, spezzate, una pena ci stringe la gola vedendo quanti bellissimi e alti abeti giacciano abbattuti a terra. La forestale è completamente ostruita e questo ci costringe ad un’altra “variante satana” peggio di quella dei Pradetti: dobbiamo scavalcare e strisciare sopra o sotto i tronchi sacramentando fino a superare gli ammassi di legno, rami e frasche su è giù per le coste individuando la migliore traccia per riprendere il sentiero forestale. Ritornati sulla strada raggiungiamo Forcella Zovo, facciamo una piccola sosta davanti al Rifugio omonimo, chiuso, per riposarci sulle panche all’esterno dopo l’avventura. Con l’auto scendiamo in Val Visdende, anche in questa magnifica conca il vento ha fatto migliaia di morti vegetali, parecchie zone della bella foresta sono state devastate, per fortuna sono salve le baite, costruite saggiamente in mezzo ai prati. Andiamo anche verso Costa d’Antola, purtroppo abbiamo anche qui la triste visione di piante abbattute e riverse al suolo. Ci fermiamo al ristorante da Plenta per un giro di birre, meritate, poi facciamo rientro per la val Visdende e questa volta a Santo Stefano di Cadore troviamo la galleria aperta, in breve raggiungiamo Pieve di Cadore e poi Tai. Grazie a Gino che ci ha fatto conoscere luoghi in cui di certo torneremo col tempo migliore per camminare immersi in panorami e paesaggi che oggi la nebbia ci ha negati, lasciandoci con ancora più desiderio di ammirarli.
Sal e Paola

[foto] Cima Schiaron
San Daniele © Copyright 2018 By Salvatore

© Copyright 2018 By Salvatore e Paola

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