377 [Croda Rossa] Monte Specie

[foto] Monte Specie
la Cima sullo sfondo il picco di Vallandro © Copyright 2018 Paola
…continua la collaborazione e la condivisione delle escursioni che ricevo da Paola:
Titolo: Monte Specie
Data: 18-10-2018
Cima: Monte Specie
Gruppo Montuoso: Croda Rossa
Cartina: Tabacco Foglio 031 Pragser Dolomiten / Dolomiti di Braies Marebbe
Segnavia: C.A.I 18/A, 18, 37, 34-40/A 34
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 1529 m.s.l.m.
Quota da raggiungere: 2307 m.s.l.m.
Dislivello: 800 m
Tempo*: 6/7 ore
Difficoltà*: Facile con sviluppo lungo
Giro: Anello
Punti di appoggio: sì Pratopiazza, Rifugio Vallandro
Acqua, sorgenti: no.
Località: Pratopiazza (BZ)
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì Cimabanche- Carbonin
Partecipanti: Vito, Silvano, Annalisa, Piermario, Paola, Gigi, Valter e 4 amici di Vito
Autore/i: Paola
Nota:* i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: oggi grazie ad alcuni amici esploro un luogo delle nostre Dolomiti in cui non ero mai stata e che mi ha entusiasmato. Salvatore non c’è, oggi è giorno infrasettimanale e lavora, del resto qualcuno lo deve ben fare.

L’escursione in dettaglio: la nostra compagnia di 11 escursionisti provenienti da località diverse si ritrova al mattino a Cimabanche, il valico che collega Cortina a Dobbiaco, la giornata è bella e siamo pronti per l’avventura. Parcheggiamo le auto di fronte alla vecchia casa Cantoniera e ne portiamo una a Carbonin per compiere al ritorno un giro ad anello. Ci incamminiamo per il sentiero 18/A che dopo un primo tratto pianeggiante sale lungo la Valle dei Chenopi, percorsa da un ruscello, verso Pratopiazza.

[foto] Monte Specie
valle dei chenopi …© Copyright 2018 By Paola
Alla prima salita ci dividiamo in due gruppi: il primo (i Magnifici Sei) prende il volo con l’obiettivo di raggiungere il Picco di Vallandro (dislivello 1200 m), il secondo (i Cinque Tranquilli) prosegue normalmente avendo come meta il Monte Specie (dislivello m 800). Ci ricongiungeremo poi al Rifugio Vallandro prima di ridiscendere a Carbonin. Io faccio parte del secondo gruppo. Saliamo senza affanno affrontando il tratto più erto in una gola rocciosa e giungiamo a un bivio, il sentiero più breve per Pratopiazza continua sulla destra, ma ci attira la deviazione a sinistra verso Malga Stolla, occorrono solo 10 minuti in più e decidiamo di andarci. Passiamo per un bellissimo pianoro con piccole baite e seguendo il sentiero arriviamo a una piccola insellatura, appena sotto ecco Malga Stolla, una bella costruzione di legno in mezzo a prati contornati dai boschi. Accontentata la nostra curiosità, proseguiamo il cammino ed eccoci in breve alla magnifica conca di Pratopiazza, 2000 m.s.l.m. Ci godiamo la vista sulla Croda Rossa e sul Picco di Vallandro non senza un pizzico di invidia per i nostri cinque amici che lo stanno salendo. Io mi segno questa meta da proporre a Salvatore in futuro. Pratopiazza è una meta molto conosciuta e frequentata sia d’estate sia d’inverno, infatti, accanto al rifugio storico sorge un grandioso Albergo con sauna, piscine e Spa. Una strada giunge fin qui da Ponticello (Braies) e in stagione è attiva una navetta. Noi prendiamo la comoda stradina forestale n. 37 che porta al Rifugio Vallandro, m. 2040 s.l.m. Anche oggi c’è parecchia gente che s’incammina sul nostro percorso, i veri escursionisti però sono la minoranza, penso che i più si fermeranno al rifugio per mangiare. Sulla via troviamo una caverna, purtroppo adibita a latrina e accanto al rifugio un Forte Austroungarico, ristrutturato in parte, e altre opere che ci ricordano che anche questo luogo di pace è stato teatro di combattimenti nella I^ Guerra Mondiale.

[foto] Monte Specie
Forte Austroungarico © Copyright 2018 By Paola
Raggiunto il rifugio, abbandoniamo la stradina e continuiamo per il sentiero 34 salendo fino alla sella m. 2200, anche qui ci sono i ruderi di una casermetta, poi raggiungiamo comodamente la cima e la croce del Monte Specie, m. 2307. Non sarà il Picco ma il panorama è superbo e spazia ovunque: il mio sguardo è attirato subito dalla visione delle Tre Cime di Lavaredo, poi ammiro i Cadini, la Croda Rossa, la Croda de Beco, Cristallo, Tofane, Marmolada e più lontano le Creste di Confine e le Cime Austriache, sotto la Val di Landro…tanta roba!

[foto] Monte Specie
Le Tre Cime viste dal monte Specie © Copyright 2018 By Paola
C’è parecchio vento e dopo una breve sosta preferiamo abbassarci fino alla sella, accanto ai ruderi del fortino per mangiare un panino, subito siamo attorniati da una decina di zurle che si disputano le nostre briciole. Veramente io condivido pane e bresaola per il piacere di vederle prendere i bocconi al volo. E’ un piacere vederle volare, planare e riprendere il volo, leggere ed eleganti. Torniamo verso il rifugio Vallandro percorrendo la stradina, un po’ più lunga del sentiero, ci aspettano i nostri amici per fare la foto di gruppo. Dopo scendiamo lungamente sempre per stradina (percorribile anche d’inverno con le ciaspole) fino a Carbonin, dove abbiamo lasciato un’auto. Bellissima giornata piena di amicizia, colori autunnali, sole e brezza primaverili. Che cosa volere di più? Le solite birre per finire in allegria e la promessa di trovarci per un’altra escursione.

Nota: curiosità, trovo anche qui come in Trentino una valle dei Chenopi(o Canopi) percorsa dal torrente con lo stesso nome. Questo termine, dal tedesco Knappe (dialettale Knop) indica i minatori, provenienti dalla Pusteria, che passavano da qui per raggiungere le miniere.
© Copyright 2018 By Paola

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