371 [Catinaccio d’Antermoia] Ferrata Cima d’Antermoia

[foto] Cima d'Antermoia
Cima d’Antermoia © Copyright 2001 by Salvatore

Titolo: [Catinaccio d’Antermoia] Ferrata Cima d’Antermoia
Data 02-09-2001
Cima: Antermoia 3002 m.s.l.m.
Gruppo Montuoso: Catinaccio d’Antermoia
Cartina: Tabacco Foglio 06 Val di Fassa e Dolomiti Fassane
Segnavia: CAI/SAT E 540 incrocio E 546 584 Ferrata E 585 bivio E584 E 580 579
Tipologia sentiero: E.E – E.E.A. Escursionisti Esperti Attrezzati
Quota partenza: 2000 m.s.l.m.
Quota da raggiungere: 3002 m.s.l.m
Dislivello: 1000 m.
Tempo*: 9 ore (intera giornata)
Difficoltà*: Difficile per la lunghezza, sviluppo
Giro: Anello
Punti di appoggio: rifugi sul percorso in stagione
Acqua, sorgenti: nr
Località: Vigo di Fassa
Copertura cellulare: nr
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Salvatore e Roberto
Autore/i: Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: il 2/09/2001 io e il mio amico Roberto partiamo da Trento il mattino presto con una temperatura di 5° gradi e neve fresca sulle cime con l’intenzione di raggiungere la Cima del Vaiolet. Lungo e faticoso il rientro a Vigo di Fassa

L’escursione in dettaglio: da Trento arriviamo a Vigo di Fassa alle otto e parcheggiamo nell’ampio parcheggio gratuito.
Prendiamo la Funivia Vigo – Ciampedie che ci porta a quota 2000
(costo funivia 11.000 lire) godendoci comodamente il panorama.
Dalla stazione di arrivo scendiamo verso il rifugio Catinaccio 1946 metri, ma durante il cammino decidiamo improvvisamente di salire sulla Cima d’Antermoia percorrendo la ferrata anziché salire sulla Cima del Vaiolet. Imbocchiamo quindi il sentiero 540 e arriviamo ai vicini rifugi Catinaccio Gardeccia e Stella Alpina. Continuiamo ora sul sentiero 546 fino ai rifugi Preuss e Vaiolet a quota 2243 metri (circa 50 minuti dal Gardeccia). Proseguiamo percorrendo la valle del Vaiolet sentiero 584 immersi in uno scenario a dir poco fantastico e giungiamo in poco tempo al rifugio Passo Principe e all’ omonimo passo. Il rifugio è piccolo e accogliente, se consumi, altrimenti chi non consuma paga lire 1.500 per sedersi, se la memoria non m’inganna. Poco rilevante perché non ci siamo fermati continuando il nostro cammino per il sentiero 585 ovvero per la Ferrata Catinaccio Antermoia, poco distante dal rifugio. Saliamo a zig zag per un ghiaione, percorriamo una prima cengia, saliamo per un canale un po’ friabile e troviamo un’altra cengia prima di arrivare all’attacco vero e proprio, dove ci possiamo assicurare al cordino. Traversiamo brevemente, poi scendiamo una scaletta metallica e risaliamo fino a percorrere un’altra cengia alla fine della quale torniamo ad arrampicare su roccette, senza bisogno di assicurazione. Adesso ritroviamo il cordino e risaliamo ancora…traversi e salti di roccia, è tutto un saliscendi che rende divertente questa ferrata a volte un po’ esposta ma che non abbiamo mai trovato difficile. Dopo l’ultimo tratto in salita (le pareti non sono mai verticali ma inclinate) raggiungiamo la cresta che seguiamo fino alla cima a quota 3002. Finalmente facciamo una sosta sotto la croce di vetta, mangiamo qualcosa e ci godiamo il panorama a 360° fino a perderci nell’infinito. Restiamo in silenzio ammirando il Gruppo del Catinaccio e del Sella, la Marmolada, lo Sciliar e le Pale di San Martino… qui le parole sono superflue… La discesa, sempre ben segnata, la facciamo sempre per ferrata dal versante opposto ossia verso il lago Antermoia, già dalla cima lo si vede molto bene e la visione ci fa già presagire che il percorso sarà fantastico. Scendiamo assicurandoci alla fune metallica e giungiamo in fondo alla ferrata, fino a incrociare il sentiero 584, inoltrandoci nella valle dell’Antermoia giungiamo al rifugio Antermoia 2599 metri. Anche qui l’accoglienza lascia un po’a desiderare, cameriere stressate e stanche e quella che io individuo come gestore, concentrata a emettere scontrini, neanche alza la testa, figurarsi chiedere un’informazione, forse neanche a pagamento… Decidiamo lo stesso di prendere una cioccolata, cerchiamo di trovare posto riuscendo a stento a sederci, tutti i tavoli sono pieni o riservati. Dopo prendiamo la via del rientro, lasciamo alle nostre spalle il rifugio Antermoia e percorriamo in discesa il sentiero 580, camminiamo per un breve tratto giungendo al Pas de Dona 2516 m.s.l.m. scendiamo ancora e raggiungiamo il “Pian da le Gialine”, continuiamo ad abbassarci su ghiaioni prima e su prati poi sempre per il sentiero 580. Giunti a un bivio, scendiamo in Valle De Udai, fino a giungere a un altro bivio, qui imbocchiamo il sentiero 579 che prosegue per un po’ in quota e in seguito si abbassa gradualmente, seguiamo le indicazioni per Pozza di Fassa e alla fine giungiamo al parcheggio, pronti per il rientro a casa.

Nota: segnalo la manutenzione ottima dei sentieri che talvolta sembrano vere autostrade. Tempo impiegato nove ore comprese le pause, le foto, e la mezz’ora di funivia.
Nota del 27/10/2018: i prezzi indicati riguardano l’anno 2001 e adesso fanno sorridere (amaro).

© Copyright <2018> by Salvatore e Paola

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