[Dolomiti di Fassa] Alta Via Bepi Zac

[foto] Alta Via Ferrata Bepi Zac
© Copyright 2018 Salvatore Stringari. Croce a ricordo dei caduti
Titolo: [Dolomiti di Fassa] Alta Via Bepi Zac
Data: 5-9-2018
Cima: Costabella
Gruppo Montuoso: Pale di San Martino, Marmolada, Monzoni
Cartina: Tabacco Foglio 06 Pale di San Martino
Numero Sentiero: 604, 637- 637b
Tipologia sentiero: Ferrata E.E.A per escursionisti esperti con attrezzature da ferrata e pila se si è interessati alla visita delle gallerie.
Quota partenza: 1900 m.s.l.m. Passo San Pellegrino.
Quota da raggiungere: 2759 m.s.l.m
Dislivello: 859 m.- Con la funivia di Costabella -400
Dislivello in discesa: diversi minimi a parte il rientro da quota 2759 m.s.l.m
Tempo*: ore 6.30
Difficoltà*: Medio Facile esposto in alcuni tratti.
Giro: Anello
Punti di appoggio: Rifugio Passo delle Selle
Acqua, sorgenti: non censite, alcuni ruscelli
Località: Passo San Pellegrino
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì al passo
Partecipanti: gli autori
Autore/i: Salvatore e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: tempo incerto… le Ferie iniziano con alcuni imprevisti e con la pioggia ma martedì 4 settembre raggiungiamo con ottimismo il passo San Pellegrino in camper, la nostra prima tappa domani partirà da qui, faremo il sentiero attrezzato Bepi Zac.
Vi raccontiamo il nostro cammino.

L’escursione in dettaglio: mercoledì 5-9 partiamo dal Passo San Pellegrino alle 7.30, saliamo per il sentiero 604 diventato oggi una comoda strada sterrata che serve alla Funivia anche come pista da sci, giungiamo alla Baita Paradiso che tralasciamo perché chiusa e proseguiamo. Passiamo per estesi pascoli solcati da ruscelli dove ruminano tranquillamente le mucche. Siamo in località Colifon… 1^ linea Italiana e pensiamo che 100 anni fa questo stesso posto non doveva essere così idilliaco, con una piccola digressione è possibile visitare postazioni, ricoveri e mulattiere, su questi luoghi di battaglie sono stati scritti e riscritti migliaia di libri e spese milioni di parole. Il sentiero si fa più ripido nell’ultimo tratto, raggiungiamo il Passo delle Selle, dove si trovava la I^ linea di difesa austroungarica e ci fermiamo all’omonimo Rifugio per bere una cioccolata.
Quando usciamo oltre al sole e al panorama meraviglioso, troviamo ad aspettarci sulla porta il gatto del rifugio al quale, scopriamo, piacciono le coccole. E perché no? gliele facciamo!!!

[foto] Alta Via Ferrata Bepi Zac
© Copyright 2018 Salvatore Stringari. Il gatto… coccolone
Proseguiamo, dal Passo delle Selle quota 2528 m.s.l.m imbocchiamo il sentiero 637 CAI/SAT che ci condurrà a percorrere le panoramiche creste di Costabela e visitare i luoghi dove italiani e austriaci si affrontarono combattendo. Eccoci all’attacco della via ferrata Bepi Zac. L’inizio è ripido ma facile, ci innalziamo sui tornanti stretti e continui, incontriamo una prima breve galleria, un ex-cannoniera, e un primo tratto attrezzato in un canale un po’ franoso. La Via è tutt’altro che difficile, le difficoltà sono date semmai dalla lunghezza del percorso e dall’esposizione e seppur molto bello e panoramico forse non è consigliato per chi soffre di vertigini. Lungo il sentiero visitiamo postazioni e gallerie austroungariche e italiane della I^ Guerra Mondiale, per questo abbiamo messo nello zaino le pile frontali oltre ad indossare il caschetto. Visitiamo i primi baraccamenti, alcune gallerie tra cui al Piccolo Lastei 2650 m s.l.m. un angusto ricovero “Camerata di Keisershutzen” che ospitava 12 soldati.

austrun
© Copyright 2018 Salvatore Stringari Ricovero Austroungarico

La prima delle cime che raggiungiamo è il Picol Lastè 2697 m.s.l.m, poi un tratto attrezzato ci porta al Gran Lastè 2716 m.s.l.m. e il panorama si apre sempre di più su entrambi i versanti, un susseguirsi di cime molte le riconosciamo altre no.
Il percorso è sicuro e molto ben attrezzato con funi, ponticelli e scalette, un piccolo salto da superare aiutati dal cavo e pioli.
Arriviamo a un’altra caverna-postazione, la “Capanna Konig Ludwing m. 2730” tenuta dai bavaresi, e tra cenge e intagli raggiungiamo la Cima de Campagnacia 2737 m.s.l.m. (qui incrociamo un sentiero attrezzato che consente un rientro) e la piccola croce di vetta, poi la Cresta di Costabela.
Andiamo avanti tra resti di trincee, gallerie e rifugi scavati nella roccia dai soldati per trovarvi riparo sia dal lungo inverno sia dalle bombe e dai proiettili avversari.
Raggiungiamo Cima de Costabela 2762 m.s.l.m. il punto più alto e troviamo ancora resti e tracce di villaggi militari oramai riconoscibili solo dai perimetri delle poche pietre rimaste in piedi. Tutt’intorno ci sono ancora, sparpagliati, resti di filo spinato, pezzi di bombe e granate, proiettili, tavole, chiodi, dopo cento anni!
Affrontiamo altri brevi tratti attrezzati con cordini e con scale di legno ricostruite e mantenute dai volontari di Moena, Associazione Storica del Fronte dei Ricordi.
Sono tratti più o meno esposti, ma abbiamo trovato tutto il percorso molto bello e godibile, aggiungiamo che nel gruppo di escursionisti davanti a noi c’era anche un’inossidabile signora di 81 anni.
Giungiamo al famoso Sasso de Costabela 2730 m.s.l.m. chiamato “l’Occhio del Ciclope” per il finestrone che ci scruta dall’alto.
Saliamo un canalino attrezzato fino a questo Osservatorio italiano, ricavato svuotando quasi interamente l’enorme roccia posta in punto cruciale.

[foto] Alta Via Ferrata Bepi Zac
© Copyright 2018 Salvatore Stringari . L’occhio del Ciclope
In questo periodo all’interno è presente una mostra fotografica con immagini e storie della guerra che ricordano non le “audaci imprese” ma gli aspetti più umani, crudi e tragici del conflitto. Da qui si scende, passiamo altre cime minori e ripari, gallerie e postazioni italiane tutte ottimamente segnalati con cartelli.
Ultimo tratto: una doppia scala in legno che scende dentro una enorme fessura nella roccia e giungiamo in breve alla Forcella del Ciadin Bassa dove finisce il nostro itinerario in cresta. Recentemente è stata attrezzata una prosecuzione verso Cima dell’Uomo, il percorso presenta maggiori difficoltà ed è molto lungo, arriva nei pressi del passo delle Cirelle per poi tornare per Fuciade al Passo san Pellegrino, non è il caso di tentare per oggi.

[foto] Alta Via Ferrata Bepi Zac
© Copyright 2018 Salvatore Stringari La Cresta di Costabela
Facciamo rientro sul sentiero 637/B. calando lungo il bel ghiaione, avvistiamo altre postazioni alla nostra destra, ma anche oggi il meteo non è clemente e minaccia temporale, via di corsa.
Giunti in basso diamo solo un’occhiata al luogo (segnalato) dove da poco è stato ritrovato lo scheletro di un soldato della Grande Guerra, poi scendiamo per il sentiero in mezzo ai pascoli, con vari saliscendi, fino alla Baita Paradiso e poi al Passo San Pellegrino.
Dopo un paio di birre per finire in bellezza e rilassarci un po’ facciamo il giro del fiabesco laghetto al passo san Pellegrino, è quasi sera, c’è silenzio e pace e le acque ci regalano, riflessi, gli ultimi scorci dei monti illuminati dal sole che tramonta.

[foto] Alta Via Ferrata Bepi Zac
© Copyright 2018 Salvatore Stringari Lago di San Pellegrino
Nota: si consiglia a chi non ha esperienza di Alte Vie e/o sentieri attrezzati e vie ferrate di rivolgersi alle guide alpine e ai professionisti della montagna per affrontarla con sicurezza.
By Salvatore e Paola
© Copyright 2018
Testo e Foto di Salvatore e Paola

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