351 [Città e Castelli] Castel San Gottardo

gottardo
il castello…visto da lontano. © Copyright 2018 By Salvatore

Titolo: Città e Castelli Castel San Gottardo
Data: 26-6-2018
Gruppo Montuoso:
Cartina: sentiero non censito
Segnavia: no
Tipologia sentiero: non censito
Difficoltà: Escursionistico Esperti (non censito)
Quota partenza: 219 m.s.l.m.
Quota arrivo: 370 m.s.l.m
Dislivello: 150 m
Tempo*: 30 minuti
Giro: A/R
Punti di appoggio: in paese, a Mezzocorona
Acqua, sorgenti: no
Località: Mezzocorona
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì in paese
Partecipanti: Salvatore e Paola
Autore/i: Paola e Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, alla conoscenza dell’ambiente alpino, alla progressione/movimento, alla capacità di orientamento.

Premessa: Castel san Gottardo, anticamente chiamato “Corona di Mezo” pare dal termine dialettale “crona” che significa “cengia” e da Mezo parola con cui era chiamata la pianura percorsa dal fiume Noce, è uno dei pochi castelli medioevali costruiti su una parete di roccia, dentro una cengia naturale. Oggi, dopo le escursioni più impegnative sulle Dolomiti, ci rechiamo in questo luogo a poca distanza da Trento, che serba nonostante l’incuria, un fascino antico e un po’ misterioso.

L’escursione in dettaglio: da Trento raggiungiamo in auto il paese di Mezzocorona, parcheggiamo in una piazzetta e a piedi ci dirigiamo verso la parte nord-occidentale del paese, superiamo il Castello Firmian e prendiamo una stradina tra le ultime case. Il sentiero non ha indicazioni, alcuni bolli sui sassi ci portano inizialmente fuori pista, su un ripido sentiero sulla destra che si perde sopra rocce esposte. Scendiamo e imbocchiamo la traccia a sinistra, ben presto dobbiamo inerpicarci per un sentiero scabroso, scivoloso e a volte invaso dai rovi, per giunta prima di avventurarci un paesano, incontrato per caso, ci aveva avvisato della possibile caduta di sassi… ma noi, con la dovuta cautela, proseguiamo spinti dal fascino che emanano i luoghi antichi, specie se abbandonati e misteriosi. Guadagniamo in poco tempo i 100 metri necessari per raggiungere il grande tetto di roccia sotto il quale scorgiamo i ruderi del muro di cinta e il portone d’ingresso, distinguiamo ancora lo stemma sbiadito con un drago.

[foto] Castel San Gottardo
uno dei pochi muri rimasti in piedi © Copyright 2018 By Salvatore
Siamo su una grande cengia, qui forse già prima del 1181, data in cui esistono documenti certi, fu costruito un castello con un avamposto di difesa e in seguito un palazzetto e la chiesetta dedicata a San Gottardo (sec. XIII) nome con cui è chiamato comunemente. Sotto la roccia c’è tuttora una fonte d’acqua e i resti di una condotta in pietra, doveva essere vitale per la sopravvivenza in caso di assedio, tutto intorno solo le rovine diroccate di quello che fu un maniero conteso, più volte difeso e assaltato nelle lotte tra Vescovi, Conti e popolani ribelli. La vegetazione lentamente assale ogni cosa, le intemperie fanno il resto: le mura hanno ceduto e non sono certo feritoie i grandi squarci dai quali si può ammirare la pianura sottostante, il corso del fiume Noce, l’Adige, la Paganella, il Monte Bondone…

[foto] Castel San Gottardo
sullo sfondo il monte Bondone il torrente Noce il monte di Mezzocorona e in primo piano i resti del muro © Copyright 2018 By Salvatore

Una leggenda vuole che fosse stato San Gottardo a uccidere il Basilisco che qui aveva la sua tana e terrorizzava i paesi della Piana Rotaliana… Con il Rinascimento questo fiabesco ma scomodissimo castello perse il suo valore strategico e venne man mano abbandonato, i conti Firmian, ultimi possessori, costruirono una dimora più facilmente raggiungibile a Mezzocorona, proprio 100 metri sotto il vecchio maniero oramai frequentato solo da alcuni eremiti e dai pellegrini, finché anche queste visite furono vietate.

[foto] Castel San Gottardo
….arrivati qui ci siamo accorti che qualcosa non andava eravamo già più alti della cengia dove sorge il castello…© Copyright 2018 By Salvatore

Purtroppo i proprietari non hanno nessun interesse a preservare questa costruzione arroccata e panoramica, né tantomeno a curare i sentieri di accesso, pensare che bastano 20 minuti per salire fino ai 370 metri di quota di questo posto davvero unico, che visto da sotto sembra l’opera di un artigiano che l’ha intagliata nella roccia viva.
L’escursione non è durata molto per cui dopo aver sognato di ritornare al medioevo …tra re, regine, dame e cortigiani, conti e vescovi scendiamo al paese e ripresa l’auto ci spostiamo alle Sarche… altra passeggiata che descriveremo in seguito.
Sal e Paola
© Copyright 2018  By Salvatore e Paola

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