345 [Gran Sasso] Monte Aquila

[foto] Gran Sasso Cima Aquila
© Copyright 2018 Salvatore Stringari. Cima Aquila
Titolo: Monte Aquila 2459 m.s.l.m.
Data: 01-06-2018
Gruppo Montuoso: Gran Sasso – Appennini Centrali
Segnavia: CAI e cartelli in loco
Tipologia sentiero: Escursionistico
Quota partenza: 2120 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2495 m.s.l.m.
Dislivello: 375 m.
Tempo*: circa 2 ore
Giro: A/R
Punti di appoggio: Rifugio Duca Degli Abruzzi (m. 2388)
Acqua, sorgenti: no
Località: Campo Imperatore
Copertura cellulare: sì
Parcheggio/i: sì a Campo Imperatore piazzale della funivia
Partecipanti: Salvatore e Paola
Autore/i: Paola e Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: ieri pomeriggio siamo arrivati in camper fino a Campo Imperatore a 2120 metri. La notte è passata silenziosissima e stellata e al mattino ci svegliamo pronti per salire al Rifugio Duca d’Aosta e al Monte Aquila.

L’escursione in dettaglio: ci avviamo per il viottolo accanto all’osservatorio e al giardino botanico e saliamo per il sentiero sul versante orientale del monte Portella, a circa metà percorso trascuriamo il sentiero che sale a destra e porta direttamente alla sella del Monte Aquila (pensiamo di farlo scendendo, ma poi constatiamo che è sommerso dalla neve e franato in alcuni tratti, anche chi sale fatica ad arrampicare) e puntiamo a sinistra verso il Rifugio. In breve tempo siamo sulla sommità e al Rifugio Duca del Abruzzi 2388 m.s.l.m. sorto nel 1908 che dovrebbe aprire proprio oggi, ma ci pare ancora chiuso.
Da qui il panorama si apre, oltre che su Campo Imperatore, sulla conca di campo Pericoli, la Val Maone e il Corno Grande che più di tutto attira il nostro sguardo.
Percorriamo la cresta verso est (indicazioni) continuando ad ammirare il panorama e dopo alcuni saliscendi caliamo verso la sella che superiamo fino a raggiungere un bivio.
Verso sinistra è segnalato il Corno Grande via normale e il Rifugio Garibaldi, noi proseguiamo a destra e risaliamo tra ghiaie, erbe e fioriture di genziane e anemoni verso la vetta 2494 m.s.l.m . Raggiungiamo la croce, anche se la cima è di facile accessibilità essa ci regala una vista stupenda: verso est si dispiega la catena orientale del Gran Sasso, a ovest il Corno Grande e il susseguirsi di vette minori e poi le conche glaciali erose dal tempo e le intemperie, l’altopiano di Campo Imperatore verso sud e le lontane catene azzurrine di monti e rilievi che si perdono all’infinito. Poco lontano c’è una seconda cima, più esposta, io spero che Salvatore non la noti…invece l’ha vista, eccome, ma per fortuna evitiamo di andarci.
Fa piuttosto freddo e c’è vento e così dopo esserci saziati gli occhi scendiamo alcune decine di metri fino ad una piccola conca prativa dove pranziamo a sacco.
Dopo la sosta scendiamo liberamente per la dorsale erbosa in direzione del Corno Grande.
Ci fermiamo a guardare, con un po’ di invidia, tre escursionisti, tre puntini colorati, che salgono decisamente la via normale, sono sul ripido nevaio e proseguono abbastanza speditamente. Li seguiamo con lo sguardo fino alla sella, dietro la cresta dovrebbero raggiungere il Rifugio Franchetti e poi forse la cima.
All’improvviso vediamo tre corpi rotolare giù sul nevaio, un colpo al cuore sobbalzo e cerco di capire ma in pochi secondi ci accorgiamo che sono tre camosci che scivolano veloci, forse spaventati dagli alpinisti, e poi agevolmente raggiungono alcune rocce e si nascondono alla vista.
Superato lo spavento riprendiamo il cammino e scendiamo fino a incrociare il sentiero che porta alla via normale ma non proseguiamo, più avanti il sentiero è sommerso dalla neve, preferiamo ritornare verso il Portella. A metà percorso troviamo il bivio verso il rifugio Garibaldi, scende lungamente alla nostra destra, non sappiamo per quanto, in Val Maone e purtroppo decidiamo di non andarci. Una volta raggiunto di nuovo il rifugio Duca d’Abruzzo scorgiamo dall’alto il piccolo rifugio e ci rammarichiamo della nostra scelta: è una costruzione storica, come ci spiegherà poi la simpatica ragazza che gestisce il Rifugio. Costruito nella conca di Campo Pericoli, fu inaugurato nel 1886 dal CAI di Roma e dava appoggio ai primi scalatori che osavano spingersi fino alle cime partendo a piedi dalla pianura.
Dopo la costruzione della funivia non venne più usato e fu ceduto nel 1977 al CAI dell’Aquila che per fortuna lo restaurò.
E’ ora adibito a solo bivacco e d’inverno si può utilizzare entrando dal “passo d’uomo” un’apposita apertura sul tetto.
Ci consoliamo scambiando informazioni e chiacchiere con la gentile gestrice, in effetti il rifugio è stato aperto oggi e c’è ancora tanto da fare, ma l’ospitalità e la cordialità sono ottime.
Beviamo un paio di birre e dopo un giro sulla panoramica cima del Portella scendiamo verso il nostro camper con destinazione…arrosticini ottimi ed abbondanti preparati in modo squisito da una signora nel suo furgone.
Una tipa simpaticissima (sono incredibilmente ospitali gli abruzzesi) che ci prepara decine di spiedini dicendo: “andate, andate a mangiare con calma, a pagare ci pensate dopo, se vi sono piaciuti!”. Caspita, che buoni! Accompagnati da patatine fritte e birra…

[foto] Gran Sasso Cima Aquila
© Copyright 2018 Salvatore Stringari. …il Rifugio Duca degli Abruzzi

Insomma una bellissima esperienza, peccato che la vacanza sia agli sgoccioli e per domani vorremmo già essere un poco più a nord, al pomeriggio lasciamo a malincuore il Gran Sasso e scendiamo ad Assergi per raggiungere l’autostrada. Indovinate dove ci porterà…???
Ve lo diciamo alla prossima puntata.
By Salvatore e Paola
© Copyright 2018 Testo e Foto Salvatore e Paola

<<Campo Imperatore.

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