343 [Dolomiti Ampezzane] Tofana di Mezzo

[foto] Tofana di Mezzo
….al centro la Cima © Copyright 2018 by Salvatore
Titolo: Tofana di Mezzo
Data: 4-8-2018
Cima: Tofana di Mezzo 3244 m.s.l.m
Gruppo Montuoso: Tofana
Cartina: 03 Cortina D’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane
Segnavia: Traccia poi  CAI
Tipologia sentiero: Escursionisti Esperti
Difficoltà*: EE- A-D
Quota partenza: Rif. Dibona 2037 m.s.l.m Rif.Ra valles 2470
Quota da raggiungere: Cima Tofana di Mezzo 3244 m.s.l.m
Dislivello: 1207 + 270 tot dislivello 1477 metri
Tempo*: in giornata 10 ore
Giro: Circolare, anello
Punti di appoggio: vari rifugi della Zona
Acqua, sorgenti: no
Località: Cortina D’Ampezzo
Copertura cellulare: parziale
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Gino, Paola, Salvatore
Autore/i: Salvatore e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: raggiungiamo in camper Tai di Cadore e la frazione di Nebbiù alle ore 23 del 3 agosto 2018 a casa dell’amico Gino da Vià e passiamo qui la notte. L’indomani vogliamo salire la Cima della Tofana di Mezzo, la partenza sarà alle 5. Ci svegliamo alle 4 del mattino per arrivare al Rifugio Angelo Dibona al Falzarego alle 6 e cogliere i primi raggi di sole che illuminano la Tofana di Rozes, ma non solo…

L’escursione in dettaglio:
Ci sono diverse possibilità per raggiungere la Tofana di Mezzo: la prima difficile; per la Ferrata di Punta Anna,  per esperti arrampicatori: le vie di arrampicata, facile con la Freccia del Cielo (la funivia che sale dal centro di Cortina) oppure solo tosta: partendo dal Rifugio Dibona passando per il Giussani. Scegliamo la terza quella tosta partendo poco dopo le 6 dal  parcheggio del rifugio Angelo Dibona.
Saliamo verso l’ex rifugio Cantore per un’ ora abbondante  e in vista del rifugio Giussani (che non raggiungiamo) svoltiamo a destra su per un verticale tostissimo ghiaione, dove arranchiamo con enorme fatica (anche questa volta le mie condizioni fisiche non sono buone: sto male e mi gira la testa, ho lo stomaco sotto sopra, forse il viaggio…). Paola è davanti a me, per un po’ è riuscita a tallonare Gino, ma poi lui si distanzia inesorabilmente, facendo la traccia sull’infida ghiaia su cui calchiamo due passi avanti e scivoliamo un passo indietro. Quando mi riprendo, con grandi inspiri e forza di volontà perché non voglio mollare, raggiungo Paola a metà del ghiaione e insieme raggiungiamo Forcella Vallon dove Gino è già arrivato da una buona mezz’ora, ma lui è un camoscio…
Da qui proseguiamo in cengia, bellissima, esigua e a strapiombo sulla Val Travenanzes  dove le vertigini di Paola vengono messe alla prova, ma questa volta ce la fa abbastanza tranquillamente. Poi saliamo sempre per traccia il sentiero fino al bellissimo laghetto glaciale e all’Abisso della Tofana, un grande buco nella roccia dove periodicamente l’acqua del laghetto viene inghiottita. Da qui affrontiamo un altro ghiaione,  per fortuna meno lungo del precedente e in breve arriviamo alla forcella tra la Tofana di Mezzo e la Tofana di Dentro o Terza, ora un cordino ci guida, in sicurezza, lungo le rocce dalle forme incredibili e sugli strapiombi da cui ammirare il laghetto sotto di noi, sempre più lontano, fino a pochi metri dalla vetta. L’ultimo sforzo, una breve arrampicata per facile roccette  e alle 11.50 tocchiamo la cima della Tofana di Mezzo… che grandissima soddisfazione arrivare alla croce sulla sommità! Vista panoramica e tantissima roba! Evviva gli spiriti liberi. Tranne alcuni alpinisti che salgono da Punta Anna, tutto il mondo ha percorso i pochi metri che lo separano dall’arrivo della funivia alla cima credendo pure di aver compiuto una grande impresa e spara selfie a volontà. Dopo le foto di rito noi scendiamo al rifugio sottostante dove ammiriamo il panorama dal terrazzo e ci scoliamo tre birre ( una a testa) prima di prendere la funivia e scendere a Ra Valles, per poi risalire per un bel pezzetto fino all’imbocco del sentiero attrezzato Olivieri, nulla di difficile tranne alcune scale, percorrerlo e arrivare al Rifugio Pomedes con un’altra terrazza panoramica sulle Dolomiti e l’Ampezzano. Dopo un altro trio di birrette eccoci di nuovo in cengia sul sentiero attrezzato Astaldi, con le sue rocce di color rosso, verde e giallo ocra. Al termine del sentiero Astaldi una breve sosta sul prato, ammirando da lontano il ghiaione di salita che ci appare… bello e poi bello. Mi affaccio sull’orlo di un canalone ghiaioso e per chiudere in bellezza la magnifica giornata chiedo a Gino “sarà morbido?” Gino mi guarda e dice di no, io ribatto “là in mezzo… forse!” Lui mi dice “vado a vedere” e si lancia nel ghiaione dove dopo pochi secondi lo seguo… ora chi piano giù per sentiero, chi veloce giù per ghiaione scendiamo fino al Rifugio Dibona per le ultime, meritate birre. Amen. Termina così  questo meraviglioso giro della Tofana, potremmo chiamarlo “Anello della Tofana di Mezzo”. Grazie Gino per averci fatto scoprire questo stupendo itinerario che non dimenticheremo per la sua bellezza e semplicità proprio come l’amicizia nata da poco e la passione che ci accomuna e anche se noi siamo un po’ più  lenti amiamo le Cime e gli itinerari fuori dalle rotte commerciali… insomma spiriti liberi!!

[foto] Tofana di Mezzo
…in cima… il trio spiriti liberi © Copyright 2018 By Salvatore

Sal e Paola. Un Grazie a Gino da Vià
© Copyright 2018 by Salvatore e Paola

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