336 [Dolomiti di Auronzo e del Comelico] Cima Croda Passaporto

[foto] Croda Passaporto
Cima Croda Passaporto © Copyright 2018 By Salvatore
Titolo: Cima Croda Passaporto
Data: 14-7-2018
Cima: Croda Passaporto
Gruppo Montuoso: Dolomiti di Auronzo
Cartina: tabacco foglio 17 Dolomiti di Auronzo e del Comelico
Segnavia: 101-117-119
Tipologia sentiero: EE Esperti Escursionisti
Difficoltà*: PD poco difficile con tratti di arrampicata II°
Quota partenza: 1835 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 2714 m.s.l.m
Dislivello: 879 +
Tempo*: 8 ore
Giro: Circolare
Punti di appoggio: Rifugio Auronzo
Acqua, sorgenti: no
Località: Auronzo di Cadore Misurina
Copertura cellulare: si
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Gino, Tullia, Albino, Salvatore e Massimo
Autore/i: Sal
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione
psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: leggo il messaggio di Gino che mi propone per domani Cima Passaporto quando oramai sono le 21, ero a fare il mio solito giro della collina di Martignano e non sono pronto, lo zaino è ancora da fare, ma alla fine dopo le 22 parto da Trento e raggiungo Nebbiù (Tai di Cadore) all’Una di notte.
Dormo in auto, con il sacco a pelo.
La notte trascorre abbastanza tranquilla, ma alle 4 del mattino una forte pioggia mi sveglia e penso preoccupato che se continua così non riusciremo e fare il giro.
Ma invece dopo un giro di telefonate mi convinco che vale la pena di provarci… così parto alle 6 circa da Nebbiù con Gino e Massimo, passiamo a prendere Tullia e poi Albino. La compagnia è ora al completo, c’è anche il sole…e raggiungiamo Misurina.

L’escursione in dettaglio:
Nuova escursione oggi 14-7-2018 alla Cima Croda Passaporto che si eleva tra le Tre Cime e il Paterno. Cima solitaria ad un passo dal cielo e mille dalla folla perché anche questa cima viene, per fortuna, considerata di poca importanza.
Lasciamo l’auto poco sopra il lago d’Antorno al Pedaggio Maut prima dell’ingresso della strada a pagamento che porta alle Tre Cime. Qui prendiamo il sentiero (senza numero sulla cartina) che ci porta al rifugio Auronzo, lo raggiungiamo in circa un’ora e dieci minuti e facciamo una breve pausa. Il panorama da qui è fantastico!
La nostra compagnia, rifocillata, prende il comodo e largo sentiero 101 CAI, sorpassando di slancio le colonne di gitanti arriviamo al rifugio Lavaredo.
Dopo un’altra breve pausa via di nuovo e arriviamo alla Forcella Lavaredo dislivello 110 m, ho solo il tempo per fare alcune foto alle magnifiche Tre Cime perché riprendiamo la salita verso l’inizio del sentiero attrezzato che porta alla cima del Monte Paterno che tralasciamo alla nostra sinistra, noi iniziamo invece a seguire una non molto evidente traccia che sale verso destra e ci allontaniamo dalla folla di gitanti che fotografano le Tre Cime o che salgono al Paterno.
Con il prezioso contributo degli ometti in pietra e grazie alla nostra guida Albino, stando attenti a non far rotolare sassi saliamo per ghiaia e per roccette, alle volte arrampicando, fino ad arrivare ai piedi della cima. Ci separa una paretina che affrontiamo arrampicando in diagonale su roccia compatta ma appigliata, non ci serve neanche la corda, è un bellissimo 2° grado.
Inutile dirvi che sulla cima veniamo rapiti da un magnifico panorama sulle Tre Cime di Lavaredo, sul Paterno e su “tanta altra roba” come dice l’amico Gino. Arriva purtroppo il momento di scendere e facciamo rientro alla forcella Lavaredo e all’omonimo rifugio poco sotto, dove ci concediamo una meritata birra media.
Riprendiamo il cammino verso il rifugio Auronzo e qui ci congediamo da Tullia e Albino che devono rientrare per i loro impegni, con Gino e Massimo invece ci avviamo verso il sentiero Bonacossa CAI 117 (tratto di Alta Via n. 4) altro straordinario sentiero panoramico, percorriamo una parte del sentiero attrezzato sotto una leggera pioggia.
In lontananza vediamo un temporale che temiamo si avvicini, ma per questa volta la fortuna vuole che i venti in quota lo spostino lontano da noi dandoci soltanto un breve assaggio di pioggia.
In breve raggiungiamo la Forcella de Rin Bianco dove chiudiamo l’escursione, purtroppo è tardi per raggiungere il Rifugio Fonda Savio. Nel frattempo è anche ritornato il sole, facciamo rientro alle auto con il sentiero 119 CAI.
Termina così questa fantastica giornata, sono stanco ma felice per aver trascorso in meravigliosa compagnia un giorno tra i giganti Dolomitici con Gino, Tullia, Albino e Massimo, grazie a tutti Voi.
Attenzione: questa cima va affrontata con cautela in quanto è una via “normale” con tratti di  arrampicata in libera, o in auto protezione con corda stile arrampicata.

[foto] Croda Passaporto
Amici e la Cima © Copyright 2018 By Salvatore

Sal.
© Copyright 2018 By Salvatore

2 commenti

  1. Che invidia (buona
    😊) Sal e che posti meravigliosi mi stai facendo conoscere…lontano dalla folla e sulle cime delle montagne cosa desiderare di più???
    Un abbraccio e se capito da quelle parti non me la lascerò sfuggire♥️

    Piace a 1 persona

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