[Monti Lessini] Ponte di Veja

[Foto] Ponte di Veja
Il ponte di Veja

Titolo: Ponte di Veja
Data: 31-3-2018
Città: S. Anna di Alfaedo
Tipologia: viaggio escursione
Punti di appoggio: sì
Località: Ponte di Veja
Lingua parlata: Italiano
Copertura cellulare: si
Aree di Sosta Parcheggio/i: sì
Partecipanti: Salvatore e Paola
Autore/i: Salvatore e Paola

Con un po’ di ritardo oramai Pasqua è passata…
È Pasqua e io ho alcuni giorni di ferie, con Paola ne approfittiamo per fare qualche nuova escursione.
Puntiamo sui monti Lessini e il Parco Naturale Regionale della Lessinia.
Questo luogo è sconosciuto per noi “dolomitici”, ma abbiamo scoperto che è un’area affascinante che merita di essere visitata per le molte escursioni possibili. A Sant’Anna di Alfaedo arriviamo a tarda notte e parcheggiamo il nostro camper in un largo spiazzo vicino alla trattoria “Ponte di Veja” vicino il monumento al Carrista
La notte trascorre tranquilla e serena.
Ci svegliamo presto, oggi vogliamo vedere il Ponte di Veja, Le Cave di Prun e il Ponte Tibetano, rivelatesi tutte gradite sorprese, ma ci ripromettiamo di tornare per approfondire e fare altre scoperte come i Covoli di Marano, la Cascata del Molina, le ferrate e i numerosi sentieri, le grotte…
Cominciamo dal più famoso, è citato anche da Dante il Ponte di Veja!
Scendiamo per il sentiero nella grande cavità, ci sovrasta il bellissimo arco naturale, altezza massima 20 metri, larghezza 52 metri, che ci stupisce per il contrasto di colori tra il rosato dell’arcata e il grigio delle rocce sottostanti. Girovaghiamo per la “Grotta dell’Orso” dove furono ritrovati resti della grande fauna del passato remoto, rinoceronti, ippopotami, elefanti e che ora ospita non orsi ma una colonia di pipistrelli e delle specie pallide e cieche di insetti e aracnidi. Nella “Grotta dell’Acqua ” la sorgiva dà protezione a crostacei, molluschi e anfibi altrettanto bianchi e orbi. Scendiamo un poco per il sentiero per vedere l’acqua che precipita in una cascata, proprio sotto l’arco, poi risaliamo per un altro sentiero per tornare al punto di partenza: vogliamo mettere i piedi proprio sopra l’arco che con il suo spessore di 10 metri e la sua larghezza di ben 17, permette di passeggiarci sopra senza aver alcuna paura! Poco vicino vediamo i resti di una preistorica miniera di selce che qui abbonda insieme all’ossidiana. Qui restarono gli scarti delle lavorazioni di oggetti che venivano “esportati” in vaste zone limitrofe. Dopo una sosta per un gelato in trattoria e il dovuto omaggio agli enormi castagni secolari (di uno si dice sia quello visto da Dante) riprendiamo il viaggio con il nostro mezzo per dirigerci verso il Ponte Tibetano della Val Sorda.
Sal e Paola

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