[Friuli Venezia Giulia] Monte Ragogna e la Grande Guerra

[Foto] Monte Ragogna
…Dalla Quota 510…
Storia e memoria, 25 aprile 2018 sono le 5 di mattina non riesco a dormire e sono in partenza per un’escursione, questa volta, guidata e organizzata da Matteo Melchiorre (voce narrante) Paolo Conz (la Guida Alpina) e Tommaso Sogne (per gli intermezzi musicali) è il sentiero dello Schener, antica strada di collegamento tra il Feltrino e il Trentino, ma ancora più in dettaglio Feltre alla Valle del Primiero… per ora vi lascio il monte Ragogna. Carissimi lettori, amici,  leggete e commentate, lasciate solo un saluto? … passate e andate via in silenzio? Comunque sia Buona giornata.

Titolo: La Grande Guerra il Monte Ragogna
Città: Ragogna
Data: 23/3/2018
Tipologia: viaggio in Camper e escursione
Punti di appoggio: Camper
Località: Villuzza Tabine
Lingua parlata: italiano
Copertura cellulare: si
Aree di Sosta Parcheggio/i: sì rurale non asfaltato- corrente elettrica- difficoltà per lo scarico acque grigie e carico acqua- a pagamento.
Partecipanti: Salvatore & Paola
Autore/i: Salvatore & Paola

tempi di percorrenza e difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Lasciamo il lago del Cornino e col nostro camper passiamo il Tagliamento sopra il Ponte di Cornino, teatro di sanguinosi scontri tra le truppe italiane e quelle austroungariche. Noi siamo diretti alle fortificazioni della Grande Guerra sul Monte di Ragogna ma facciamo qualche digressione lungo il percorso. Al Centro Visite di Cornino una guida ci aveva parlato di un piccolo, interessante biotopo, le Cascate dell’Acqua Caduta a Cimano che si trova lungo il nostro percorso. Parcheggiamo accanto ad una graziosa chiesetta e lungo la strada troviamo un tabellone con informazioni ed itinerario. Prendiamo il sentiero e ci inoltriamo in una forra, ricca di acque e di verdissima vegetazione, è stranissimo trovare questo ambiente ”di montagna” in mezzo ad una pianura. In breve raggiungiamo l’Acqua Caduta, le acque di due ruscelli precipitano formando una doppia cascata, l’unica in quest’area morenica, poi il rio prosegue per gettarsi nel Tagliamento attraversando prati e boschetti. Risaliamo per una traccia il ripido bosco e chiudiamo il percorso ad anello vicino al Cimitero, nei pressi della Chiesetta e del nostro parcheggio. Vogliamo anche dare un’occhiata al Lago di Ragogna, è quasi l’ora del tramonto e lo spettacolo è magnifico: i monti e le nuvole si rispecchiano nel lago, i colori mutano da un momento all’altro e tutta la natura ci stupisce. Il giro completo del bacino richiede alcune ore, noi rinunciamo ripromettendoci di tornare poiché oltre alla osservazione dei volatili ci sono cose interessanti, uno storico Cimitero Ebraico, la cava di pietra detta “di Kric”. Lasciamo il lago e raggiungiamo Ragogna, che è un comune a 3 km da San Daniele del Friuli, è tarda serata e ci mettiamo alla ricerca dell’area camper non senza incontrare difficoltà, il nostro navigatore ci depista e solo grazie all’aiuto di un caritatevole paesano raggiungiamo Villuzza e poi l’area di sosta in località Tabine, accanto alla Trattoria “Al Vecjo Traghét” proprio dove anticamente esisteva un guado sul Tagliamento. Un simpatico cagnone ci dà il benvenuto e pensiamo di cenare in trattoria. L’ambiente è familiare, l’antipasto con affettati locali e l’anatra ripiena, per quanto non abbondanti, sono buoni ma l’agnello alla griglia ci delude: bruciato fuori e crudo dentro. L’area è rurale (prato) e attrezzata ma riusciamo a utilizzare solo la corrente, l’acqua è ancora chiusa e gli scarichi impossibili da usare, per fortuna la simpatica padrona ci abbona i 15 euro della sosta. Il mattino seguente iniziamo da qui la nostra escursione alle Fortificazioni del Monte di Ragogna imboccando, seguendo la segnaletica tematica e le marcature rosso/blu, una mulattiera che dalla sponda del Tagliamento sale il declivio boscoso sovrastante. Giungiamo sulla strada provinciale, la seguiamo a sinistra verso il Ponte di Pinzano, stando ben attenti a non esser travolti dagli amanti della velocità.  Poco prima del Ponte attraversiamo la strada e troviamo il sentiero che sale sulla destra percorrendo il fondo di un verdeggiante vallone e in breve siamo in una radura, ai piedi del Castello di San Pietro o di Reunia (Ragogna).  Possiamo visitare l’imponente maniero medioevale grazie alla presenza di numerosi alunni in gita scolastica, saliamo sul Mastio da cui si gode una vista panoramica e dopo il bel giro ritorniamo al trivio situato sotto il Colle del Castello e prima di proseguire per la carrareccia che lambisce le pendici settentrionali del Monte di Ragogna troviamo un cartello che indica una trincea. La visitiamo salendo fino alle postazioni che controllavano il Tagliamento per poi ritornare nuovamente sulla strada sterrata. Dopo un chilometro circa troviamo un bivio, una diramazione scende a sinistra al luogo del Ponte Militare di Pontaiba, oggi non più esistente, che al tempo della Grande Guerra valicava le acque del Tagliamento. Noi non scendiamo e ci dirigiamo verso destra, fatti qualche centinaio di metri in piano, deviamo, sempre seguendo le indicazioni, per un’ex carrozzabile militare che si inerpica sulle pendici del monte. Senza scostarci dal tracciato bellico, lungo cui il 5 novembre 1917 transitò anche l’Alpenkorps in cui militava il Tenente Erwin Rommel, superiamo una solitaria abitazione rurale e continuiamo a salire nel bosco per tornanti fino a raggiungere la strada turistica del Monte Ragogna. La strada è chiusa per lavori di manutenzione ma noi superiamo la recinzione e fatti alcuni tornanti incontriamo la partenza della mulattiera di arroccamento che conquista il filo di cresta attraverso “Las Cengles”, un percorso sistemato di recente, ottimo sentiero storico-turistico.
Notiamo, avendo appena letto il cartello posto all’inizio del sentiero, la perizia con cui e stata costruita la strada: le murature a secco, la larghezza della mulattiera sempre superiore al metro e mezzo (anche se ora è a volte ridotta da smottamenti), la scelta del tracciato che si inerpica sotto le pareti verticali di conglomerato, la pendenza costante che ad ogni svolta ci fa guadagnare quota.
Traversando a mezza costa sempre tra i boschi arriviamo al “belvedere” un punto panoramico non oscurato dagli alberi che ci permette di godere del suggestivo scenario sulla Valle del Tagliamento. Siamo i soli escursionisti, c’è molta pace e tranquillità e non possiamo non pensare a come doveva essere diverso 100 anni fa, col fiume in piena, il rumore delle cannonate, gli uomini che combattevano e che morivano su questa stessa terra che ora calpestiamo senza doverci guardare alle spalle. Il nostro percorso continua senza difficoltà in vista della dorsale, incrociandosi col sentiero storico a dieci minuti dalle fortificazioni di “Ragogna Alta”.
Visitiamo l’ampio altopiano dove un bell’albergo, ora chiuso, sorge a poca distanza dai resti di postazioni, tunnel e  trincee. Ritorniamo verso la strada e iniziamo a salire il monte grazie allo straordinario sentiero di cresta fino all’eccezionale punto panoramico di quota 510, da dove si ammira l’intero catena prealpina, dall’Istria al Piancavallo e l’immenso letto del Tagliamento. Un gigantesco tabellone ci illustra i nomi delle cime di tutto l’anfiteatro, e che teatro… tanta roba, come dice un nostro caro amico. Siamo solo su una “collinetta” e alcuni amici dolomitici potrebbero storcere il naso, ma vi assicuriamo che la vista è bellissima.

Ridiscendiamo proseguendo per tutta la cresta e giungiamo nuovamente ad incrociare la strada e imbocchiamo un sentiero che è profondamente segnato da alcune trincee. Ci troviamo in breve alla cisterna idrica e successivamente alla postazione di Ragogna Bassa “batteria in barbetta” che era dotata di quattro pezzi da 149 mm in ghisa. Continuiamo a scendere e arriviamo ad un tornate panoramico e all’area logistica della batteria di Ragogna Bassa, qui troviamo diversi ruderi di casermette e due caverne con le pareti in cemento. Da qui con un sentiero che scende nel bosco ritorniamo a Ragogna e poi a Villuzza e Tabine. Riprendiamo il camper e andiamo alla ricerca di un area per il carico/scarico che troviamo a San Daniele del Friuli.

Note:

Ponte di Cornino: una targa ricorda che qui avvenne lo sfondamento austro-ungarico il 2 Novembre 1917 e la resistenza ad oltranza sul fiume, sul Monte di Ragogna e sulle alture limitrofe di 20.000 italiani con scarse armi e munizioni contro gli oltre 50.000 austro ungarici meglio equipaggiati. Il sacrificio di intere brigate permise la ritirata e la riorganizzazione dell’esercito italiano lungo la linea del Piave.

Lago di Ragogna: il lago è di origine glaciale, si formò circa 12.000 anni fa in una depressione tra le colline. Il bacino è di forma ellittica, con diametro all’incirca di 700 m, una profondità massima di 10 m ed una superficie di 2,5 km. Il lago è alimentato, oltre che dalle precipitazioni atmosferiche, da una sorgente sotterranea e da piccoli ruscelli che dalle colline circostanti si gettano nel lago.

Ragogna: a San Giacomo di Ragogna c’è il Museo della Grande Guerra, uno dei maggiori punti di riferimento regionali sul tema della I Guerra Mondiale. Oltre all’esposizione dei reperti, degli oggetti e dei documenti, propone la riscoperta di eventi storici a lungo tralasciati, quali la battaglia del Tagliamento, la mobilitazione e l’esodo forzato della popolazione civile, e le memorie delle battaglie. Potete comunque trovare tutte le informazioni sul sito del museo: www.grandeguerra-ragogna.it
By Salvatore & Paola

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