298 [Gruppo della Paganella Monte Gazza] dal Lago di Torbole, a Ranzo, e Cima Garzolet.

toblino
© Copyright 2018 Salvatore Stringari. Castel Toblino

Titolo: Cima Garzolet
Data: 24/02/2018
Cima: Garzolet
Gruppo Montuoso: Paganella- Monte Gazza
Cartina: Tabacco foglio 055 Valle del Sarca Arco Riva del Garda
Segnavia: O-631
Tipologia sentiero: C.A.I-S.A.T.
Difficoltà*: E (Escursionistico)
Quota partenza: 245 m. s.l.m.
Quota da raggiungere: 971 m s.l.m.
Dislivello: 726 m (da segnalare lo sviluppo in lunghezza del percorso)
Tempo*: 4.00
Giro: A/R
Punti di appoggio: Castel Toblino, Ranzo
Acqua, sorgenti: no
Località: Lago di Torbole, Vezzano, Ranzo
Copertura cellulare: si
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Paola, Salvatore
Autore/i: Paola e Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino, capacità di orientamento.

Premessa: il viaggio inizia venerdì sera, prima di partire ci rimpinziamo con una cena a base di sushi a Belluno in Piazzale della Stazione. Alle 21.00 il via per il Lago di Garda. Facciamo sosta al lago di Toblino, nottata tranquilla anche se abbiamo parcheggiato in un ansa della statale 45 (148 Km).

L’escursione in dettaglio: il 24/02/2018, sabato, è una giornata mite e bellissima, abbiamo deciso di fare un’escursione tranquilla visto che Salvatore è guarito da poco da una brutta influenza.
Costeggiamo brevemente il Lago di Toblino m. 245 s.l.m. percorrendo un pezzo di ciclabile fino al romantico Castello (ora Hotel Ristorante) che si erge su una penisola. Proprio di fronte, attraversando la statale, prendiamo il viale di maestosi storici cipressi. La stradina, pavimentata, sale lungamente abbandonando il fantastico scenario del lago per inoltrarsi in una stretta e ombrosa forra fino all’isolato paese di Ranzo, 739 m. s.l.m. Passiamo vicino ad alcune case e casere, in genere usate solo nel periodo estivo, superiamo il punto più stretto della forra dove le falesie permettono numerose vie di arrampicata e diamo un’occhiata alla piccola forra della Val Busa, ma la scarsità d’acqua non ci permette di ammirare la successione di cascatelle. Alla fine sbuchiamo in cima: non ci aspettavamo che questo paesino in capo al mondo si trovasse su un così bel pianoro solatio tra le pareti del Garzolet (o Piccolo Dain 971 m.s.l.m.) e le propaggini del Monte Gaggia (catena della Paganella 2125 m). Ci dirigiamo verso una croce e raggiungiamo una piccola cappella, sul versante che dà sulla Valle del Sarca e la forra del Limarò, dove fu sepolto San Vigilio, il Vescovo martirizzato in Val Rendena. Poi invece di seguire in costa la “via di San Vili”, che ci ripromettiamo di scoprire in futuro, facciamo dietro front e saliamo, prima per la forestale e poi per il sentiero più ripido, il Garzolet m. 971 fino al punto, panoramicatissimo, dove arriva la ferrata Rino Pisetta che sale fin qui diritta dalle Sarche. Vista spettacolare sul lago di Toblino, sulle Tre Cime del Bondone e molto altro ancora. Il rientro lo facciamo per lo stesso sentiero di salita.

Vi lasciamo alcune Note per escursionisti curiosi:
a) Il viale di cipressi che una volta portava al Castello di Toblino senza essere interrotto dalla statale, è citato in un testo del 1645 per cui si può supporre che gli stessi alberi che vediamo oggi fossero già grandi 373 anni fa. La stradina, ora pavimentata, era un tempo l’inizio dell’impervia mulattiera “dello Scal”.

b) Il paese di Ranzo, isolato benché a soli 22 km da Trento, posto in alto tra la Valle dei Laghi e quella del Sarca è stato abitato fin dall’antichità in quanto passaggio strategico e obbligato che collegava le due valli, pur con un percorso impervio. Fino al 1957 era raggiungibile solo attraverso mulattiere, assai ostiche, tra cui quelle “dello Scal” e del “Rio de la Val” che lo portavano a Vezzano e Toblino. Dal 1957 una strada dal tracciato ardito e panoramico, tagliando ripide pareti, lo collega a Vezzano.

c) Lungo le sponde del Lago di Toblino si possono ammirare, oltre ai numerosi uccelli acquatici, folaghe, morette, germani ecc. anche grandi esemplari di alberi tra cui platani e cipressi calvi. Interessanti questi ultimi: sono conifere originarie del Nord America, ma perdono le foglie e vivono in zone paludose, le radici “respirano” allungando verso la superficie dei tubi detti pneumatofori.

d) Castel Toblino offre sempre una vista affascinante, sorge massiccio e fiabesco su una piccola penisola protesa sul lago. Ha una storia molto antica, dovuta alla sua posizione strategica e facilmente difendibile: castelliere preistorico, fortificazione dei Reti e Celti, “castellum” dei Romani e poi dimora dei Principi Vescovi. Molte sono le leggende legate a questo luogo. Attualmente è di proprietà privata ed è stato trasformato in ristorante.

© Copyright 2018 By Salvatore e Paola

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