[Dolomiti Bellunesi] Bivacco Casera Beta (Casa del Guardian)

[Foto] Bivacco Beta
non aprite quella porta (Acquedotto)
Titolo: Bivacco Casera Beta 1018 m. s.l.m
Data: 14/1/2018
Cima: Monte Foral m. s.l.m. 1073 m.
Gruppo Montuoso: Prealpi Trevigiane e Bellunesi
Cartina: Foglio 068 tabacco Prealpi Trevigiane e Bellunesi m.Cesen-Col Visentin
Segnavia: non censito e 4
Tipologia sentiero: forestale e CAI
Difficoltà*: E
Quota partenza: 522 m. s.l.m.
Quota da raggiungere: 1073 1018 m. s.l.m
Dislivello: 551 m.
Tempo*: 3 / 4 ore
Giro: Anello
Punti di appoggio: Casa del Guardian
Acqua, sorgenti: si
Località: Cordellon (BL)
Copertura cellulare: si
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Giuliano dal Mas, Giuliano Caldart, Silvano, Cesaremaria, Graziella, Sabrina, Paolo, Salvatore
Autore/i: Salvatore & Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa:
Oggi affrontiamo un percorso che forse non è sulle cartine ufficiali ma un sentiero che è ricco di testimonianze della vita che qui si conduceva fino agli anni 60. I nostri amici Giuliano e Silvano conoscono bene questi luoghi, alcune indicazioni le troviamo anche in loco, le tabelle consentono di non sbagliare il sentiero ai bivi.

L’escursione in dettaglio:
Da Belluno prendiamo la provinciale della Sinistra Piave, superiamo il paese di Lentiai e alla rotonda di Fontanelle voltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per Villa di Villa e poi quelle per Cordellon, un minuscolo borgo. La strada è tutta asfaltata, anche se un po’ stretta, dopo 5 km raggiungiamo il paesino posto a 530 m s.l.m. dove presso il piccolo cimitero si può parcheggiare. Da qui seguiamo la strada bianca in salita che si inoltra nella Val d’Arch. Lentamente guadagniamo quota attraversando grandi prati con quel che resta dei vecchi frutteti piantati vicino alle casere ora in maggior parte abbandonate. Alcune, le più vicine alla stradina, sono state recuperate a uso seconda casa per l’estate. Poi cominciamo a salire più ripidamente nel bosco che ha preso il posto dei pascoli. Dopo circa 50 minuti troviamo un primo bivio, prima di proseguire a destra in direzione del Bivacco Beta scendiamo per 20 metri sulla sinistra e troviamo un antico, caratteristico pozzo con acqua potabile, la zona sembra quasi carsica e si notano alcune cavità. Ancora 15′ di salita sulla forestale e dopo qualche tornante si giunge ad un’altra casera in posizione molto panoramica sulla Val d’Arch. A ridosso del muro una tabella indica il percorso. La porta è aperta, dentro a quella che doveva essere la cucina il tavolo, le sedie, gli oggetti sono disposti come in un quadro di Morandi: fermi nel tempo, attendono invano le mani di chi a lungo ha vissuto in questa casa. La stradina termina e diventa un piacevole sentiero. Ci inoltriamo in un bel bosco misto di conifere e latifoglie e in circa mezz’ora raggiungiamo la magnifica radura del Rifugio Beta m 1025 (in totale 1 ora e 50 minuti circa), la casera è sempre aperta ed è attrezzata a bivacco. Al piano terra ci sono due stanze con tavoli, panche, focolare e fornelli a gas, mentre al piano superiore ci sono due locali dove si può dormire. E’ un luogo molto rilassante e adatto per gite in compagnia fuori dai soliti itinerari. Da qui, volendo, si possono raggiungere altre malghe. Noi però, dopo un frugale pranzo al sacco, decidiamo di scendere. Le indicazioni da seguire sono sempre quelle della forestale, che troviamo dietro al rifugio. In breve, dopo aver attraversato in leggera salita una magnifica faggeta, arriviamo al “balcone” del Monte Foral m 1050 s.l.m. dove il panorama si apre a 180° su tutta la Val Belluna e sulle Vette Feltrine. Ancora una decina di minuti di discesa in mezzo al bosco e passiamo nei pressi di una caratteristica stalla con le facciate a gradoni, annessa ad una casera oramai in rovina. Col panorama sempre aperto sulla Val Belluna, lentamente perdiamo quota e arriviamo all’abitato di Cordellon percorrendo l’ultimo tratto di strada forestale.

Postilla: Paola era venuta qui il 10 di ottobre del 2017 per un’escursione micologico-gastronomica con una piccola ma scelta compagnia di camminatori buongustai, seguendo lo stesso itinerario di oggi. Uniche varianti, la quantità ESAGERATA di funghi chiodini trovati lungo il percorso (più diversi “ombrelloni” e un bel porcino) e la sosta-pranzo a base di branzini alla brace, cucinati con maestria da Vito.

By Salvatore & Paola

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