[Pinzano] Ossario, e Ponte sul Tagliamento.

Pinzano sul tagliamento Grande Guerra
Pinzano sul tagliamento l’ossario mai terminato

Titolo: Ossario e Ponte sul Tagliamento a Pinzano.
Data: 1-11-2017
Cima: nessuna
Gruppo Montuoso:
Cartina:
Segnavia: CAI
Tipologia sentiero: Escursionistico
Difficoltà*: F
Quota partenza:
Quota da raggiungere:
Dislivello:
Tempo*: 1h
Giro: Anello
Punti di appoggio: Pinzano sul Tagliamento
Acqua, sorgenti: no
Località: Pinzano sul Tagliamento
Copertura cellulare: si
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Paola e Salvatore
Autore/i: Salvatore e Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono soggettive in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, alla conoscenza dell’ambiente, della progressione e del movimento in ambito alpino o altro, della capacità di orientamento.

Premessa: giornata intensa, ricca di emozioni e scoperte di nuovi itinerari nel Friuli: dopo la visita ai Landri e al borgo di Poffabro andando verso Pinzano sul Tagliamento (strada provinciale 4), poco prima di attraversare il ponte troviamo una Tagliata e alcune postazioni della Grande Guerra, girovagando per il bosco scopriamo che furono usate anche negli anni della “Guerra Fredda”.

L’escursione in dettaglio: da Poffabro scendiamo per la Val Colvera diretti verso Gorizia, ma giunti al Ponte sul Tagliamento che collega Ragogna con Pinzano, ci fermiamo alla vista di un forte che sorge in cima a un dosso con tanto di bandiere sventolanti, dopo un po’ di incertezza cerchiamo un buco per parcheggiare il camper e saliamo verso il Sacrario di Col Pion, l’ossario costruito dagli austriaci intorno al 1937 per sistemare le salme dei militari morti in guerra ma mai terminato o utilizzato come tale. Bella la vista sul fiume Tagliamento e sul Ponte di Pinzano che collega la sponda nord in provincia di Udine alla sponda sud in provincia di Pordenone. A causa della sua posizione strategica venne utilizzato via via dai tedeschi, dai cosacchi, dai partigiani e per poi passare sotto il demanio militare italiano che durante la “guerra fredda” lo fortificò ulteriormente. Con lo smantellamento di gran parte delle fortificazioni della guerra fredda fu poi abbandonato ai rovi, ma pare che ora venga riconsiderato. Visitiamo quel che resta della costruzione e un percorso che ci porta a diverse postazioni con torrette, depositi, bunker scavati nella roccia e scalette che scendono in una forra fino alla strada. Il largo corso del Tagliamento ha qui un punto più stretto dove probabilmente si traghettava anticamente su ponti provvisori o di barche. Solo nel 1906 fu inaugurato un ponte stabile per collegare Pinzano (PN) a Ragogna (UD) oltre alla realizzazione della strada e di altri 4 ponti minori. Era costituito da tre archi, lungo 181 metri e alto 30 metri e per allora era il più grande ponte in cemento armato d’Europa. Purtroppo non ebbe vita facile: Il 1º novembre 1917, a seguito della ritirata di Caporetto, il ponte fu fatto saltare in aria dagli italiani e l’arco verso Pinzano venne distrutto. Rabberciato dal Genio militare austriaco, venne in seguito ricostruito. Durante la seconda guerra mondiale i partigiani lo minarono di nuovo, ma la struttura resistette. Quello che non poterono fare due guerre lo fece l’alluvione del 1966 che distrusse un pilone e così il ponte dovette essere minato per la terza volta e abbattuto. Il nuovo ponte venne iniziato nel 1968 e per quanto a noi appaia meno bello del vecchio, per il suo tempo era all’avanguardia: realizzato in cemento armato precompresso e con una sola, esile arcata gettata a superare la distanza di 185 metri tra le due sponde, è incredibilmente solido, il terremoto del 1976 non gli ha fatto nessun danno. Attraversiamo a piedi il ponte verso alcuni operai che stanno allestendo degli strumenti fonici e notiamo una galleria che scopriamo essere adibita a cappella. Facciamo delle foto e scambiamo due chiacchere con uno degli addetti e scopriamo che è intento a preparare una rievocazione storica: oggi I^ novembre è proprio l’anniversario della prima distruzione del ponte, per le ore 20 è previsto un evento con tanto di proiezioni, rievocazioni e altro. Ci piacerebbe fermarci, ma abbiamo un appuntamento a Gorizia con la figlia e il genero di Paola proprio per quell’ora, siamo attesi e invitati a cena in una pizzeria slovena, non possiamo mancare. Ci segniamo il luogo e ci ripromettiamo di dedicare del tempo per una visita più approfondita. Raggiungiamo quindi Gorizia attorno alle 19.30, il tempo di preparaci e veniamo raggiunti dalla figlia di Paola e dal genero che ci portano in una pizzeria eccezionale, pizza e birra buonissime, prezzi economici in Slovenia a pochi km di là del confine.
Salvatore & Paola

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