268 [Vette Feltrine] Al Monte Coppolo

[foto] Monte Coppolo
..al monte Coppolo Baita ai Leib © Copyright 2017 by Paola
Ricevo da Paola. G. con la richiesta di pubblicare sul Blog.

Titolo: Vette Feltrine Monte Coppolo
Data: 29-9-2017
Gruppo Montuoso: Vette Feltrine
Sotto gruppo: Cresta Principale Vette di Feltre
Cartina: Tabacco Foglio 023 Alpi Feltrine Le Vètte Cimònega
Segnavia: Cartelli. Ometti
Quota di partenza: 1250 m.s.l.m.
Quota raggiunta: 1800 m.s.l.m. circa (la cima m. 2069)
Dislivello: 500 m.
Tipologia sentiero: E (EE la cima)
Difficoltà: faticoso, non difficile
Tempo*: 5 ore totali
Giro: A/R
Punti di appoggio: bar/ristoranti Le Ei- Baita Ai Leib
Acqua/Sorgenti: si – Ai Leib
Località: Lamon
Copertura cellulare: si
Parcheggio/i: si alcuni loc. Le Ei
Partecipanti: Amy e Paola
Autore/i: Paola
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: il Monte Coppolo è “la montagna di Lamon” ed è un’amica lamonese che mi guida in questa escursione a questo monte isolato caratterizzato da uno zoccolo piramidale quasi interamente boschivo su cui si innalzano le pareti sommitali di rocce di calcare e dolomia. Nonostante la sua altezza modesta è ben visibile da tutto il Feltrino e da parte dell’Altopiano di Asiago ed ha una vista molto panoramica. Noi non saliremo sulla cima (veramente di cime ne ha tre, la più alta sopra San Donato, la seconda, l’Archìl, sopra Lamon e la terza e più bassa tra le altre due) raggiungibile sia da Lamon (con un ultimo tratto attrezzato) sia dal Passo del Broccon: dopo aver risalito faticosamente il sentiero nel bosco proseguiremo in cengia dal lato nord-est fino a raggiungere una piccola baita.

L’escursione in dettaglio: dal centro del paese di Lamon saliamo in auto per una ripida stradina asfaltata che a tornanti ci porta fino al Col di Le Ej dove parcheggiamo vicino ad alcune casette. Nei pressi ci sono una chiesetta, un ristorante-albergo (chiuso non è più stagione) e un piccolo e grazioso bar dove ci fermeremo al ritorno. Prendiamo il sentiero-mulattiera (indicazioni per il “Monte Coppolo) e iniziamo a salire faticosamente nel bosco per poi sbucare su una pietraia, a sinistra un cartello in legno indica la salita “direttissima” per la cima, da evitare secondo la mia amica perché veramente spacca gambe. Noi arranchiamo fino ad un Crocifisso di legno, qui recentemente è stato allestito un breve ma intenso “percorso della memoria” in ricordo di Josef Kiss, Asso dell’Aviazione austro-ungarica caduto sul Coppolo e ricordato per il suo comportamento coraggioso, leale e cavalleresco. Un nemico ma anche un “Cavaliere del Cielo”. Poi raggiungiamo una forcelletta e percorriamo in cengia il fianco orientale del Coppolo, in verticale su profonde e impervie valli caratterizzate da lastroni e guglie aguzzi. Finalmente il panorama si apre sul Pavione, le Vederne, il Totoga e altre innumerevoli vette. Amy mi avvisa che il posto si chiama “Piera Paza” Pietra Sporca in lamonese (la zeta è da pronunciare più o meno come il “th” inglese) e poi avanzando, mi fa notare 1200 metri più in basso il piccolo grumo di case di Pugnai, dove eravamo state l’anno scorso, e la strada, in fondo in fondo, che da Fonzaso risale verso il Primiero. Alla nostra sinistra a 1800 m circa, un bollo rosso su di un sasso segna il sentiero che si inerpica verso la base del castello roccioso del Coppolo e poi in cima con un tratto attrezzato. Noi lo trascuriamo e proseguiamo sulla larga cengia, aggirando il fianco nord-orientale del Coppolo e godendoci ancora lo spettacolo dei monti che si svelano pian piano: Pale di San Martino, Lagorai…rientriamo in un bosco di larici e abeti e sempre in piano andiamo avanti fino ad un piccolo bivio, scendiamo brevemente a destra per traccia nel bosco fino ad una piccola bellissima casera in legno, la “Baita ai Leib” costruita dai cacciatori di Lamon e di loro proprietà, ma aperta a tutti e dotata di parecchi confort. Sostiamo per mangiare un panino cercando gli ultimi raggi di sole che ci raggiungono tra i rami, siamo nel lato nord sotto il monte e la sella che lo raccorda con il Passo del Broccon, il tramonto arriva prestissimo. Poi facciamo ritorno passando davanti ai “Leib” una radura con una serie di tronchi scavati in cui scorre l’acqua della sorgente, saliamo nel bosco per un sentierino ripido e torniamo sulla cengia. Da qui stessa strada dell’andata ma percorsa in molto più tempo dato il nostro interesse per i funghi. Amy e io entriamo in “modalità porcino” e ne troviamo ben tre, segnalati dalla presenza delle rosse amanite muscarie. Contente ma non paghe, arrivate ai bei prati del Col de Le Ej pattugliamo in lungo e in largo i pascoli e i boschetti. Decine e decine di amanite di ogni dimensione colorano i prati, ma troviamo solo mazze da tamburo (buone impanate e fritte!) visto che la zona, molto comoda, è stata già saccheggiata. Bellissima escursione in un territorio a me sconosciuto che vale la pena di visitare ancora.
Paola
© Copyright 2017 by Paola

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