[Pale di San Martino] Sceso dalla Croce, Il Cristo Pensante.

cristo pensante (54)
Cristo Pensante

Titolo: Cristo Pensante
Data: 24-9-2017
Cima: Castellaz
Gruppo Montuoso: Pale di San Martino
Cartina: Tabacco 022
Segnavia: non censito
Sentiero numero: non censito
Quota di partenza: 1900 m.s.l.m
Quota raggiunta: 2333 m.s.l.m
Dislivello: 430 m.
Tipologia sentiero: Sentiero Storico Escursionistico
Difficoltà: Facile
Tempo*: 4.00 h
Giro: anello
Punti di appoggio: rifugi sul percorso
Acqua/Sorgenti: n.
Località: Passo Rolle
Copertura cellulare: si
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Paola e Salvatore
Autore/i: Salvatore & Paola
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà variano in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, abitudine.
Premessa: per oggi, dato il tempo molto incerto, scegliamo una facile escursione sulle Pale di San Martino, il sentiero del Cristo Pensante. E’ una passeggiata adatta quasi a tutti dati i soli 400 metri di dislivello o poco più ma che offre, oltre ai punti di interesse storico, un magnifico panorama dalla cima del Castellaz.

L’escursione in dettaglio:
Da Trento raggiungiamo il passo Rolle m 1980 ne superiamo il colmo e parcheggiamo nel vasto spiazzo sottostante. Attraversata la strada, troviamo le indicazioni per Baita Cervino e prendiamo la stradina sterrata che sale per tornanti con poca pendenza. Alla nostra destra una piccola cascata attira il nostro sguardo. Una volta raggiunta la baita abbiamo davanti a noi l’inconfondibile Cimon della Pala, ma per un attimo, perché la nebbia lo sottrae alla vista insieme a tutta la catena settentrionale delle Pale. Ancora qualche tornante e siamo in un bel pianoro erboso, alla nostra sinistra il Monte Castelaz (Castellazzo in italiano) e a destra tra un “ora mi vedi e ora non mi vedi” l’imponente Cimon e le Pale. A sinistra incrociamo il sentiero che sale più direttamente per ghiaione sul versante sud del monte ma lo tralasciamo perché lo faremo eventualmente al ritorno essendo più breve ma più ripido. Proseguiamo velocemente fino a raggiungere Baita Segantini a quota 2170 che con il suo caratteristico laghetto, anch’esso oggi immerso nella nebbia, è uno dei simboli delle Dolomiti, uno dei luoghi più fotografati. Veramente si potrebbe arrivare fino a qui in auto (con la navetta in stagione estiva) ma il percorso a piedi non è faticoso, anzi è piacevole. Per queste ragioni di solito lo si raggiunge in “processione” sgomitando tra centinaia di turisti che si riversano dai pullman per raggiungere i rifugi e il Cristo, ma oggi, complice il brutto tempo, siamo in pochi coraggiosi. Del magnifico panorama che si godrebbe verso la Val Venegià, le alte cime dei Bureloni, del Mulaz, Vezzana, Cimon della Pala e compagnia, nulla, solo nebbia.
Poco dopo il rifugio troviamo altri cartelli e riprendiamo a salire seguendo il sentiero principale del Trekking del Cristo Pensante. Dapprima scendiamo un poco, per prati e pascoli, sempre con la minaccia di una possibile pioggia, ora il versante nord del Castellaz ci appare più vicino e meno roccioso, decisamente più affrontabile del lato sud. Poi la salita si fa più marcata, stiamo seguendo una mulattiera della Grande Guerra, ma si può prendere fiato leggendo i cartelli esplicativi posti lungo il sentiero e facendo qualche deviazione per visitare le varie postazioni scavate nella roccia. L’escursione infatti ha anche una valore storico in quanto il Monte Castellaz è stato teatro sia di battaglie che di incidenti per slavine (che hanno causato più vittime del fuoco nemico). Era un vero bastione italiano in territorio occupato dagli Austriaci.
Saliamo per i tornanti a zig-zag fino ad una galleria a U posta poco prima di una sella rocciosa, ancora un piccolo sforzo e siamo alla meta: finalmente raggiungiamo la grande Croce con il libro di vetta e la famosa statua del Cristo Pensante. Il panorama è unico, è un ottimo punto per osservare il Cimon della Pala, la Cima Vezzana, il Mulaz e le altre vette delle Pale di San Martino, il Passo Rolle. Anche qui ci sono postazioni della I^ Guerra. Poi ci portiamo sulla cima vera e propria, molto meno spaziosa, 2333 m.s.l.m. con una semplice e piccola Croce in legno. Siamo in pochi e, come il Cristo, si può pensare e meditare in silenzio e in santa pace.
Per il ritorno scendiamo per il primo tratto e poi voltiamo a destra, calandoci velocemente per sentiero non segnato ripido e ghiaioso (che era stato chiuso ma che ora è ripristinato). Su un pianoro troviamo numerose tracce di trincee e la presenza di parecchie gallerie, poi scendiamo ancora e in breve raggiungiamo di nuovo la stradina e Capanna Cervino per poi rientrare al Passo Rolle. Prima di tornare a casa, visto che siamo nel famoso Parco di Paneveggio, ci fermiamo a guardare e fotografare il branco di cervi che pascolano, indifferenti ai turisti al di là del recinto. Sono stati reintrodotti nel 1957 dato che l’ultimo esemplare locale era stato ucciso più di sessant’anni prima. Ora che l’escursione è finita, torna a splendere un magnifico sole che ci accompagnerà da Paneveggio fino a Trento.
By Salvatore e Paola.

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