[Marmarole] Giro ad anello dal Rifugio Baion al Rifugio Chiggiato.

Chiggiato
Dalla terrazza del Rifugio Chiggiato

Attenzione! questo giro prevede un tratto attrezzato, evitabile facendo il sentiero che porta alle Caesere Aieron. …indicata al bivio come variante.

Titolo: Rifugio Baion – Rifugio Chiggiato
Data: 14-10-2017
Cima: —
Gruppo Montuoso: Marmarole
Cartina: Tabacco Foglio 016  Dolomiti del Centro Cadore
Segnavia: CAI
Sentiero numero: 248-264-262-261
Quota di partenza: 1150
Quota raggiunta: 2037- 1911
Dislivello: 887m + (126 m negativo) totale 1013 m diversi saliscendi
Tipologia sentiero: E EE
Difficoltà: Pd
Tempo*: in giornata 9.00 ore con calma
Giro: Anello
Punti di appoggio: Rifugio Baion, Rifugio Chiggiato
Acqua/Sorgenti: no
Località: Calalzo di Cadore La Stua
Copertura cellulare: parziale
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Paola, Amy, Salvatore
Autore/i: Salvatore & Paola
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà variano in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, abitudine.

Premessa: questa volta siamo solo in tre coraggiosi camminatori! Ci dirigiamo a Calalzo e poi lungo la Val Vedessana propaggine della Val d’Oten fino al parcheggio di La Stua m. 1150.
L’escursione in dettaglio:
Dal parcheggio di La Stua prendiamo a destra oltrepassando il torrente Ru de la Vedessana e poi ci inerpichiamo su per il Giau Stretto, fino a circa 1300 m.s.l.m dove il sentiero 248 esce dal torrente Giau che sembra essere stato devastato dalla mano di Dio: grandi massi, alberi e sassi ribaltati, divelti e trascinati… invece la colpa è del uomo che non cura più la montagna, per fortuna gli stessi umani lo stanno risistemando. Raggiungiamo Forcella Bassa m.s.l.m 1581 incrociando il sentiero 264 che seguiamo sempre in salita fino al bel Rifugio Baion m.s.l.m 1825.
Finalmente la vista spazia sulle Marmarole e sull’Antelao e sui bei pascoli circostanti.
Qui ci si arriva anche in auto per strada sterrata da Pian de Buoi e Rifugio Ciareido, ma noi siamo montanari e ci siamo arrivati a piedi (“col caval di san Francesco” diceva la nonna di Paola).
Al Rifugio, da cui si incomincia a godere la stupenda vista dell’Antelao, ci concediamo un meritato caffè, qualche foto al bellissimo luogo e poi ci incamminiamo per il sentiero 262 che fa anche parte dell’Alta Via 5.
Finalmente in quota seguiamo le indicazioni per il Chiggiato, anche se all’inizio perdiamo un po’ di metri per superare un valletta, ma li riprendiamo subito per poi proseguire in costa con veduta magnifica sulle Marmarole a destra e sul fondovalle a sinistra.
Raggiungiamo un bivio, trascuriamo la traccia a sinistra che porta per la “variante piacevole” per Casere d’Aieron al Rifugio Chiggiato.
E’ un sentiero più basso e tranquillo, ma noi vogliamo provare un po’ di adrenalina! Proseguiamo a destra per il sentiero percorso nel 1988 anche da papa Wojtyla, come ricorda una targa. Superiamo alcuni tratti attrezzati per aggirare facilmente lo spigolo della Croda Bianca.
Bello e divertente.
Non c’è bisogno del set da ferrata, ma piede fermo e assenza di vertigini per questi tratti brevi ma esposti.
Comunque meglio assicurare bambini e persone meno esperte.
Poi camminiamo lungamente sempre con una bellissima vista sulle cime e sui paesi di fondovalle fino a raggiungere Forcella Sacù m 1936 s.l.m. da dove dipartono alcuni sentieri più “alpinistici” per Forcella Jau de la Tana e bivacco Tiziano e la Val d’Ansiei.
Ora, col sentiero in leggera discesa, arriviamo al sospirato Chiggiato m. 1911 s.l.m che ci risolleva con l’ospitalità dei gestori e il magnifico panorama.
Qui pensiamo di meritarci oltre al nostro pranzo al sacco un bel piatto di polenta e formaggio fritto, una birra e la compagnia del cane Jack che si mette sotto la panca, come già aveva fatto prima con gli altri clienti: ingolla felice ogni boccone che gli passiamo, dalla polenta alla mela, cosa volere di più dalla vita?
Con rammarico lasciamo il rifugio, col superbo panorama sull’Antelao e le Marmarole e su monti più lontani, gli Spalti di Toro e “tanta altra roba” come dice sempre il nostro amico Gino che non ci stancheremo mai di citare.
Saliamo di pochi metri fino alla prativa Pala del Bèco e poi tutta discesa per sentiero 261 nel bosco fino al parcheggio di La Stua.
By Salvatore e Paola

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