[Marmolada Pelmo Civetta] Anello delle Cime d’Auta

d'auta
Col Mont cime d’Auta

Titolo: Anello delle Cime d’Auta
Data: 6-9-2017
Cima: Cime d’Auta
Gruppo Montuoso: Marmolada – Pelmo – Civetta
Cartina: 015-Tabacco
Segnavia: C.a.i.
Sentiero numero: 687-684
Quota di partenza: 1356 s.l.m.
Quota raggiunta: 2286 s.l.m.
Dislivello: 930 m.
Tipologia sentiero: Escursionistico (E)
Difficoltà: Facile
Tempo*: in giornata
Giro: Anello
Punti di appoggio: casere non gestite bivacchi
Acqua/Sorgenti:
Località: Forcella Lagazzon, Vallada Agordina
Copertura cellulare: si
Parcheggio/i: si
Partecipanti: Vito Sieve, Silvano Cecconetto, Giuliano Caldart, Salvatore, Paola
Autore/i: Paola e Salvatore
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà variano in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, abitudine.
Premessa: abbiamo abbandonato Barcis la sera del 5, vogliamo trovarci la mattina del 6 con alcuni amici per un’escursione alle Cime d’Auta e per non fare una levataccia siamo partiti alla volta di Cencenighe Agordino dove abbiamo trovato una tranquilla sosta camper per la notte di fronte alla centrale Enel.
Il giorno dopo ci alziamo alle 7.00 facciamo colazione e gli ultimi preparativi, nel frattempo ci raggiungono i nostri amici Vito, Silvano e Giuliano. Ci stringiamo nell’ auto di Silvano e tutti e cinque ci dirigiamo verso Vallada, imbocchiamo la stretta stradina che ci porta a forcella Lagazzon a 1356 m.s.l.m. Al parcheggio, vicino al rifugio Lagazzon, ci raggiunge Anna, una new entry nella compagnia degli infaticabili camminatori. Inizia qui questa splendida avventura, guidati dalle sapienti conoscenze dei nostri amici, in questa zona per noi tutta da scoprire.

L’escursione in dettaglio: da Forcella Lagazzon imbocchiamo la stradina forestale- mulattiera che in forte pendenza sale fino alla Baita Col Mont a 1854 m.s.l.m con il panorama che lentamente si apre ai nostri occhi: le Zime d’Auta che sembra di poter toccare con un dito, in lontananza il Pelmo e più vicina la o il Civetta con tutta la sua maestosa bellezza. Per non parlare dei tanti bei paesi che sono ai piedi di queste potenti montagne. Proseguiamo in salita verso la Forcella del Lech dei Giai 2286 m.s.l.m. da cui si vede il piccolo “Lech “(Lago dei Galli Cedroni) che mi dicono gli amici sia molto diminuito di volume, loro hanno già fatto questa escursione in tempi diversi. Lo specchio d’acqua ha sofferto in questa arsa estate, come altri laghi e ghiacciai. Il panorama a questo punto si amplia sempre di più e da qui vediamo il Mulaz, il Focobon, le Pale di San Martino, quelle di San Lucano, ancora la Civetta e a sud giù fino alla Schiara con la Gusela del Vescovà… scendiamo ora in Val Miniera ai piedi del Lago dei Giai le cui sponde sono di due colori, bianco e nero, come lo Yin e lo Yang le due metà si abbracciamo come due amanti legati per sempre al loro amore… Scendiamo ancora fino alla Forcella de Franzei 2008 m.s.l.m e da qui verso la meta finale non senza vedere la Marmolada o meglio il M. Serauta, Piz di Serauta (qualcuno voleva farmi credere la sud della Marmolada) sul sentiero che ci conduce ad un’altra forcella, quella di Pianezze dove fotografiamo dei camosci, due adulti e tre piccoli, su uno scosceso spuntone di roccia dove loro si muovono agilmente…come se il vuoto che li circonda e incombe sotto di loro non esistesse, non fosse un precipizio dove basta un piccolo errore per volare giù per centinaia di metri! Incredibili animali questi camosci. Riprendiamo il cammino dobbiamo scendere ancora fino a Baita Pianezze 1655 m.s.l.m dove finalmente ci concediamo il nostro pranzo al sacco. Qualcuno tira fuori anche il caffè. La discesa è ancora lunga quindi subito dopo scendiamo ancora fino alla Vara della Fosa 1450 m.s.l.m dove alla fontanella, tralasciamo il sentiero 684 a sinistra che ci riporterebbe al parcheggio affrontando un dislivello inutile, giriamo a destra salendo vicino ad un acquedotto e proseguiamo fino al diroccato Tabià de le Casele 1473 m.s.l.m. e da qui in breve scendiamo sulla strada che porta al passo Lagazzon e al vicino omonimo rifugio col parcheggio dove la mattina abbiamo lasciato l’auto. Terminiamo con una buona birra in compagnia al rifugio. Rientriamo a Cencenighe e con sorpresa mentre stiamo valutando la bellissima giornata trascorsa e salutando gli amici, un piccolo capriolo ci passa davanti impaurito, sta cercando una via di fuga, la trova, corre veloce verso il bosco, poi sparisce. Finisce così la nostra meravigliosa giornata. Le ferie continuano

continua a leggere: Valle di San Lucano

By Salvatore e Paola

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