[Bivera-Pialtinis] Malga Doana e Col Rosolo

doana
© Copyright 2017 di Paola Gardin. Malga Doana

Ricevo questa escursione con richiesta di pubblicare sul Blog.
Foto e testo da Paola. G

Titolo: Malga Doana e Col Rosolo
Data: 7-8-2017
Cima: Col Rosolo
Gruppo Montuoso: Alpi Orientali, Alpi Carniche
Sotto gruppo: Bivera-Pialtinis
Cartina: Tabacco foglio 02
Segnavia: C.a.i.
Sentiero numero: E-338 fino Malga Doana
Quota di partenza: m. 1540 circa.
Quota raggiunta: 2139
Dislivello: 600 circa
Tipologia sentiero: E.
Difficoltà: F
Tempo*: in giornata, 1,50- 2 ore salita, meno il ritorno.
Giro: A/R Punti di appoggio: no, casera Doana è chiusa al pubblico, ma in caso estremo offre riparo (casera, stalle).
Acqua/Sorgenti: sì a casera Doana
Località: Domegge
Copertura cellulare: si Parcheggio/i: max due- tre auto, pochi altri a lato strada.
Partecipanti: Paola e altri sei amici.
Autore/i: Paola
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà variano in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, abitudine.

Premessa: Oggi scegliamo un percorso poco frequentato ma molto bello per la ricchezza di panorami. Siamo in sette, eterogenei per provenienza e età, ma molto affiatati, il più grande di noi ha ben 81 anni e un fisico invidiabile. Superato il paese di Domegge proseguiamo sulla strada per Auronzo, ma al bivio giriamo a destra per Lorenzago-Laggio. Passiamo per Vigo di Cadore e prendiamo a salire i tornanti della Statale 619 lungo la Val Piova. Dopo circa 14 km, su una curva troviamo il cartello giallo con indicazione Casera Doana. Lo spazio per parcheggiare è poco, bisogna lasciare libero il passaggio, la strada sterrata serve alla malga.
L’escursione in dettaglio: Seguiamo la strada campestre, segnavia CAI 338, che dapprima scende un poco nella valletta e poi sale abbastanza ripida in mezzo a boschi di larici e abeti, dopo circa tre quarti d’ora prosegue più in piano fino ai bei, verdissimi pascoli che circondano Casera Doana m. 1911 dove finalmente lo sguardo spazia liberamente sui monti circostanti e sui paesi di Centro Cadore. Fin qui 50 minuti, un’ora secondo la gamba e le soste per le foto. La bella Casera, ristrutturata, è purtroppo chiusa al pubblico ma i gestori, giovanissimi, molto gentilmente ci offrono il caffè. Il sentiero prosegue verso altre costruzioni, che vedremo poi, che offrono riparo alle bestie al pascolo. Noi proseguiamo in direzione opposta, oltre le lunghe stalle e la vasca-abbeveratoio, tralasciamo il sentiero 336 sulla destra, che porta al Passo della Mauria e tenendo la sinistra superiamo il pascolo delle marmotte e una bella torretta di avvistamento dell’avifauna. In leggera salita raggiungiamo una selletta erbosa che separa il Monte Verna dal Col Rosolo e qui troviamo un sentiero evidente che sale tra abeti, larici e mughi fino ad un intaglio, dove troviamo il cartello che indica a destra per il Col Rosolo. Proseguiamo per l’erboso bel filo di cresta, facili saliscendi ci guidano verso la meta. Il versante che guarda a sud ovest è tutto erboso e vi regnano gli abeti, il versante nord invece è ricoperto interamente dalle piante di rododendro, capitare qui in piena fioritura deve essere fantastico, pensiamo che il nome di “Col Rosolo” possa derivare proprio dal colore di questi fiori, qui predominano i larici.
Giungiamo alla cima, m. 2139 slm, ci godiamo anche qui il panorama ancora più superbo, purtroppo l’erba è altissima e sostiamo un po’ più in basso per la meritata merenda. Vediamo verso nord un pezzetto del Monte Tudaio con il suo Forte, la catena dei Brentoni-Castellati, poi proseguendo verso est Le Terze con la piramide della Terza Grande, il Clap, davanti a noi, più vicino, il bellissimo Tiarfin con la sua estesa busa petrosa, i ripidi pendii erbosi dove scorgiamo i camosci pascolare in verticale! Con il binocolo ci divertiamo a seguirli. Verso sud ovest i gruppi articolati da guglie dei Monfalconi e del Cridola, i paesi di Centro Cadore Lozzo, Calalzo, Vallesella e poi il Pelmo, l’Antelao.
Ritorniamo sui nostri passi verso l’intaglio, proseguiamo brevemente e stoicamente su traccia in mezzo a erbe e ortiche altissime su una dorsale che ci permette di raggiungere un colletto da cui ammirare il Tiarfin più da vicino.
Torniamo indietro, scendiamo fino a Malga Doana e raggiungiamo per il sentiero 338 in moderata discesa la “Casera delle Fede” (delle pecore) una bellissima costruzione aperta che però non ospita più capre e pecore ma belle manzette che riposano al fresco e all’ombra dopo aver pascolato. Ci piange il cuore vedendo le simpatiche e pacifiche mucche sapere che prima o poi il loro destino sarà di finire macellate. Almeno qui hanno una bella vita, finché dura. Il tetto del ricovero è tutto a “scandole” di legno, le travi che lo sostengono sono un capolavoro di carpenteria montana, adiacente c’è una casa, non più in uso.
Torniamo alla malga e riprendiamo la stradina, in discesa si va più velocemente… raggiunte le auto scendiamo facendo una gradita sosta a Domegge all’antica osteria “Bar Serenissima” per un’ottima birra.
Escursione descritta da Paola. G che pubblico per voi
© Copyright 2017 By  Paola Gardin

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