[In Viaggio] Viaggio in centro Italia

[Foto] Centro Italia
Civita Bagnoregio
Titolo: Maggio 2017 viaggio in centro Italia
Data: Dal 20/05 al 28/05/ 2017
Città di Partenza: quella di residenza
Città visitate: Ferrara, Assisi, Terni, Tivoli, Orvieto, Lubriano, Civita, Bolsena, Bomarzo, Saturnia.
Tipologia: Viaggio in camper
Punti di appoggio: Camper / Campeggi
Località: Italia
Chilometri percorsi: 1563 KM
Lingua parlata: Italiano
Copertura cellulare: Si
Aree di Sosta Parcheggio/i: si a pagamento
Partecipanti: Paola e Salvatore
Autore/i: Paola e Salvatore
Maggio 2017
Una premessa
…da 3 anni abbiamo acquistato un camper per viaggiare in libertà e autonomia senza dover prenotare o dipendere da agenzie e varie. Si viaggia in Italia, ma anche all’estero, destreggiandoci tra divieti di sosta per camper e l’uso obbligato dei Campeggi. Quest’ultimo a mia opinione risulta molto difficile e oneroso per chi come noi ha acquistato il Camper per essere indipendenti e liberi, in molte località non si trova modo per esserlo: spesso si è vincolati a sostare in campeggi con prezzi non da camperisti ma da albergo (anche se è vero che per la ricarica delle batterie di servizio si ha bisogno della corrente) o a sostare in aree camper rumorose quando va bene o pericolose quando va male… o “illegali”. Si deve comunque dipendere da un’associazione di camperisti, essere abbonati a una rivista perché le informazioni che si trovano in internet sono datate e alle volte non precise. Ma i viaggi continuano plen-air o meno …

Partenza da Belluno sabato 20/05/ mattina alle 11.30.
Prima tappa del nostro viaggio l’Abbazia di Pomposa, Abbazia di Pomposa
La giornata è nuvolosa e ci regala una lieve pioggerellina, ma la visita alla bellissima abbazia è gratificante, saliamo anche sul campanile, restaurato, in tempo per il suono di una delle campane, che ci assorda i timpani. Dopo essere emersi dalla spiritualità dei chiostri e dal fascino dei reperti antichi, ci rechiamo nella vicina Azienda Agricola “Corte Madonnina” dove assaggiamo i locali “Vini delle Sabbie” ottimo il Merlot Micrologus, chiamato come il tetragramma musicale di Guido Monaco. Acquistiamo due merlot e un buon salamino per il viaggio. Sosta anche alla panineria per un Gnocco Fritto dalle dimensioni gigantesche e buonissimo. Rifocillati prendiamo il viaggio verso Assisi, la prossima meta del viaggio.
Raggiungiamo Assisi, avevamo trovato delle informazioni della presenza di un “Area camper attrezzata” invece era un “parcheggio consentito” a 18 euro al giorno, senza nessun servizio, allora decidiamo per un campeggio (qui il sito) dove lasciamo 21 euro per l’area sosta ma comunque con corrente e docce all’interno della struttura.

Domenica 21 maggio sveglia presto e alle 9.30 raggiungiamo Assisi con la navetta (3€ a testa) qui visitiamo subito la Basilica Superiore.
Giornata campale, visita a piedi alla Basilica Superiore e Inferiore, in fretta perché stanno celebrando la santa messa. Galoppata per il Bosco di san Francesco, bene storico ambientale recuperato dal FAI dopo anni di abbandono e incuria. I carabinieri forestali, presenti per il rilascio di un rapace, ci rilasciano la tessera di ricercatori di riserve. Facciamo il percorso ai piedi del monte Subasio, che si snoda per bei sentieri nel bosco fino al monastero di Santa Croce, il ponte dei Galli, il Mulino (ora ristorante) e risalendo un torrente ai “Paradisi” un’area molto bella con ulivi, torretta panoramica, piante e fiori.

Per il rientro facciamo un altro itinerario che ci inventiamo al momento per salire alla Rocca medioevale, da cui si ha un bel panorama su tutto Assisi e dintorni, poi ridiscendiamo in paese per la visita alle Chiese di San Rufino, Santa Chiara, al Foro Romano. E tanti altri monumenti. Più intima la visita a “San Francesco Piccolino” la casa dove si ritiene sia nato e cresciuto il Santo. Nel pomeriggio siamo ritornati con calma a visitare la Basilica di s. Francesco con i bellissimi affreschi. Assisi è apparsa a Paola più bella e curata di quanto se la ricordasse, anche se l’ultima volta non c’erano i militari col metal detector. Facciamo delle riflessioni da viandanti: ma san Francesco avrebbe voluto delle chiese così grandi, piene di incredibili opere d’arte ma lontane dalla semplicità francescana?
Alle 18.30 torniamo al campeggio con la navetta stanchi morti ma soddisfatti.

Lunedi 22 alla mattina alle 8.30 partiamo in bici per vedere la maestosa ma fredda S. Maria degli Angeli, ci sono anche qui militari che sorvegliano. La Chiesa custodisce la Porziuncola e la cappella del Transito dove morì san Francesco. Raggiungiamo quindi la basilica di Rivotorto che racchiude la poverissima capanna (restaurata) dove dimorava il santo con i sui primi frati e poi saliamo fino a San. Damiano, l’eremo restaurato da san Francesco e dove poi visse e morì in clausura Santa Chiara con le sorelle. Silenzioso e commovente. Percorso emozionante e spirituale se si riesce e immergersi nel passato, capire che allora non c’era corrente elettrica, acqua corrente, riscaldamento ma una vita in semplicità e povertà. Certo occorre un grande sforzo di fantasia per immaginare come dovevano essere le piccole chiese immerse nella natura e non sormontate da immensi monumenti. In questo senso lo spirito di San Francesco è stato tradito e forse vive solo nella natura del Parco del Subasio. Saliamo la ripidissima strada verso Assisi ma rinunciamo a raggiungere l’isolato Eremo delle Carceri e in volata rientriamo al camper. Il tempo per una doccia e ci prepariamo per fare rotta su Terni. Alle 12.30 partenza verso Terni percorrendo chilometri e chilometri di strada statale, la 3bis a 4 corsie “tre buche ogni 4 metri se va bene”, ma ne è valsa la pena. Arriviamo alle 14.00 al centro visitatori in tempo per la visita guidata (10€ Cad.) per visitare la bellissima Cascata delle Marmore (il sito) creata dal fiume Velino che si getta nella stretta forra dove scorre il Nera. Le Opere di contenimento delle acque iniziate fin dai tempi dei Romani (che inoltre adoperavano il travertino di cui è composta la cascata) e continuate fino al tempo dei Papi Re e oltre ne hanno progressivamente mutato i percorsi e la portata.
Oggi, sfruttata al massimo per la produzione di energia elettrica possiamo ammirare meno di un ventesimo della sua grandiosa bellezza ed a orari precisi. Meta di famosi viaggiatori, tra cui Byron, conserva oltre ogni sfregio e in barba al turismo un fascino potente e misterioso. Interessante la spiegazione storica e geologica della guida che ci accompagna per circa un’ora poi ci lascia liberi di salire alla cascata superiore e al belvedere. La cascata è bellissima e la nebulizzazione crea arcobaleni. Scendiamo in velocità per ammirarla ancora una volta dal basso prima della chiusura alle 17.00 che lascia solo un rivolo di acqua.
Partenza per Tivoli dove arriviamo dopo le 18. L’area Camper Comunale (Area camper Tivoli) è mal ridotta e occupata in gran parte da auto e camion. Sostiamo invece nel parcheggio adiacente lungo il canale Gregoriano dell’Aniene. Facciamo una prima e veloce visita alla città che è un po’ deludente con traffico intenso e poca manutenzione. Nessuna ciclabile e ufficio turistico affidato a “volontari”, in sostanza chiuso.

Martedì 23 altra giornata campale, al mattino sveglia presto, in mancanza dell’ufficio turistico chiediamo ai vigili che gentilmente ci forniscono una mappa della città. Ci precipitiamo per la visita alla stupenda Villa D’Este e ai suoi splendidi giardini ricchi di acque e fontane in ogni dove, statue, flora, un po’ deludente l’ascolto del tanto osannato “Organo ad Acqua“ pensavamo a spruzzi d’acqua e fontanelle a ritmo di musica… Continuiamo la visita al bellissimo parco. Poi attraversiamo al galoppo la città di Tivoli fino alla Forra di Villa Gregoriana, il percorso dopo anni di abbandono (è stata usata come discarica) è stato ripristinato dal FAI. Merita la fatica. Questa enorme forra è stata creata dal torrente Aniene, anche questo fiume è stato nei secoli regimentato da gallerie e deviazioni poiché con la sua portata ogni tanto fuoriusciva dal suo letto e invadeva la città. Le cascate, il tempietto e le fondamenta di una villa romana rendono indimenticabile questo luogo. Rientriamo quindi al camper ritornando verso il centro. Gelato per pranzo La gelateria (maxi coppetta 3 gusti con panna, euro 2, squisito) e al pomeriggio lasciamo il parcheggio vicino all’Aniene e ci immergiamo nell’area di Villa Adriana che da sola basterebbe a gratificare il visitatore. Le Grandiose rovine, una bellezza per gli occhi.
L’audio guida che ci forniscono non è aggiornata, ma comunque ci aiuta per la visita all’immenso parco: terme, palazzo, foro, piscina… non si è fatto mancare nulla! Alcuni locali sono chiusi al pubblico per pericolo crolli.
Riprendiamo il viaggio: sono le 18 e partiamo per Orvieto. Dopo molte perplessità su dove sostare per la notte scegliamo l’agriturismo Pomonte (al link info e prezzi) attrezzato di un area camper molto accogliente e fornita di tutti i servizi carico scarico e corrente elettrica. Con l’ottima cena per due sono 50€ spesi bene, il posto è bello a parte i rumori provenienti dall’autostrada e dalla ferrovia che seppur passano distanti si sentono leggermente.

Mercoledì 24 con la navetta, alle 9.00 raggiungiamo Orvieto alla stazione della funicolare che usiamo per raggiungere la rocca dove sorge la piccola e bellissima città. Qui visitiamo immediatamente il Pozzo di san Patrizio un capolavoro dell’anno 1527. Profondo 62 m è stato costruito con due scale elicoidali indipendenti e sovrapposte con 248 gradini.
Poi visitiamo il Duomo che è magnifico e maestoso, un gioiello di architettura, mosaici, affreschi, statue e molto altro. Servirebbe un giorno solo per visitare e ammirare il duomo, ma noi dobbiamo continuare e iniziare la scoperta di Orvieto sotterranea, vistiamo due delle centinaia di grotte scavate nella pozzolana nel medioevo per ricavarne rifugi, frantoi, colombaie e magazzini. Ma ancora prima gli Etruschi scavarono pozzi profondissimi e stretti per approvvigionarsi di acqua durante gli assedi. Non stanchi visitiamo il Museo Archeologico “G. Faina” ricco di reperti etruschi e romani, poi la Torre del Moro, il Pozzo delle Cave, e girovagando per le strette strade ci imbattiamo in chiese una più decorata di affreschi dell’altra. Scendiamo dalla rupe di tufo per visitare la necropoli etrusca, purtroppo non ben conservata. Ritorniamo poi sui nostri passi e ci portiamo verso la funicolare ma prima visitiamo la Fortezza che ora è un parco e Porta Rocca da cui si gode un bellissimo panorama. Rientrati all’agriturismo ci riposiamo un poco e poi impostiamo il navigatore su Civita Bagnoregio ma ci viene consigliato di fermarci a Lubriano, dove troviamo un’area camper comunale molto carina ben tenuta e attrezzata (no docce) per 10€. Posizionato il camper visitiamo il grazioso borgo che è una terrazza panoramica su Civita e sui “calanchi” che caratterizzano il paesaggio.
Giovedì 25 in sella alle bici fino a Bagnoregio dove le parcheggiamo e proseguiamo a piedi perché ci avevano detto che il viale che porta a Civita era molto bello, ora a noi è piaciuta la cittadina, ma il viale non l’abbiamo ritenuto degno di nota. Arriviamo alla passerella che ci porta alla rupe solitaria su cui sorge di Civita. Suggestivo paese, ben tenuto con i vicoli fioriti, la bella chiesa, i piccoli negozi e le taverne. Paese quasi spopolato poiché le pareti di tufo stanno franando a valle. Molti i turisti, specie asiatici. Ritorniamo alle bici e al camper. Ci riposiamo e poi partenza per il lago Bolsena, dove troviamo un campeggio a pochi metri dal lago, breve giro per conoscere il luogo e poi a nanna.
Venerdì 26
La mattina presto dopo un’abbondante colazione facciamo un giro a piedi per Bolsena e visitiamo la Rocca Castello dei Monaldeschi in compagnia di scolari e studenti in gita culturale. Nel castello a sorpresa troviamo oltre a reperti Etruschi e Romani un acquario di pesci di acqua dolce. Poi giro per le chiese di Santa Cristina: 4 chiese sorte una accanto all’altra nel luogo del martirio della Santa e del miracolo di Bolsena. Ritorniamo al camper e facciamo un breve riposino soprattutto per le gambe alle 14 lasciamo il campeggio per recarci a Bomarzo al Bosco Sacro che raggiungiamo alle 16 circa.
Il bosco Sacro dei Mostri è uno “sghiribizzo” di Pier Francesco Orsini. Bomarzo È per noi una parziale delusione a parte i 10 euro di ingresso (non li vale) il parco restaurato nel corso degli anni non è stato ripristinato con l’acqua che alimentava le varie fontane. Il piccolo Rio che lo attraversa è color fango, puzzolente. Il percorso nonostante la mappa che ci hanno dato all’ ingresso non è segnalato o integrato con dei cartelli quindi un po’ come delle giovani marmotte cerchiamo di seguire la cartina non molto dettagliata. I mostri di pietra forse avranno creato stupore nei visitatori dei tempi passati ma a non a noi smaliziati abituati a ben altri effetti speciali!
Si sono fatte le 17,30 e l’ultima tappa del nostro viaggio nell’ Italia delle mille risorse ci porta a Saturnia.
Alle 19.30 arriviamo a Saturnia al camping Alveare dei Pini (sosta camper proibita in tutta la zona) qui ceniamo nel nostro camper e trascorriamo la notte.

Sabato 27 Con la navetta, alle 9.00 in punto ci trasportano alle terme, visto che la sosta ai camper è vietata nei pressi delle terme del Mulino anche dette del Gosello. Le terme invece sono un’area libera dove immergersi nelle calde acque sulfuree a 37.5 gradi. Ci sono catini, vasche e pozze e un rio che le alimenta, molto bello e meno frequentato delle vasche più a valle. Alle ore 12 cotti e lessi a puntino rientriamo a piedi al camping sotto un caldo sole e un bellissimo cielo azzurro. Svetta in cima il paesello sulla rocca di tufo, ci dicono che nel piccolo paese non c’è un granché se non ristornati e qualche negozio di souvenir rinunciamo quindi alla visita visto che ci attendono circa 500 km per il rientro a casa. Attraversiamo paesaggi bellissimi, colline coltivate a vite, a ulivo, sterminati campi di grano, poggi e ancora paesi, castelli arroccati sul tufo e su piccole e strette alture.
Le strade sono strette in questo tragitto che ci porta a Grosseto dove prendiamo la tangenziale per Siena e poi l’autostrada per Firenze / Bologna. Ci lasciamo alle spalle Umbria Lazio Toscana con gli occhi e il cuore pieni di tante cose belle viste, ma anche di quelle che non ci sono piaciute. Il rientro è lungo e oramai si è fatto tardi ed è inutile arrivare alle due di notte a casa, consultiamo internet per cercare nei dintorni un ristorante e a Ferrara usciamo dall’autostrada per trovare l’osteria o simil locanda consigliata: la prima seppur segnalata è abbandonata e in demolizione, tentiamo con la seconda a Chiesuolo del Fosso (cartello accanto a quella abbandonata). Percorriamo una stretta stradina di campagna che ad un certo punto si fa sterrata per raggiungere “Le Civette” una specie di grande fattoria ma scopriamo che il sabato è su prenotazione. Piccola delusione riprendiamo il viaggio e ceniamo nel nostro camper dando fondo alle ultime risorse in un’area di sosta dell’autostrada ad Altino. La notte tra sabato e domenica è tormentata da alcuni camionisti incivili e ubriachi, sloveni, croati, dalle targhe… che oltre tutto non rispettano i cartelli di divieto di sosta… che suonano il clacson accendono periodicamente i loro camion accelerando e facendo rumore, brutti ceffi che dovrebbero essere in galera il mio commento con Paola… ma lasciamo perdere e riprendiamo il viaggio verso Belluno.
Domenica 28 sveglia, anche se svegli lo eravamo da un po’, e partenza per Belluno ma giunti a Vittorio Veneto facciamo un’altra modifica al percorso; lasciamo l’autostrada e facciamo il passo del Fadalto, il navigatore si arrabbia un pochino e vuole farci ritornare indietro ma lo spengo oramai le strade sono quelle che conosco. Ci fermiamo a Santa Croce del Lago dove presso “Le Capre” acquistiamo il formaggio di capra e la porchetta. Ne approfittiamo per farci un ombra di Rosso e leggere le notizie dei giornali locali.
Alle 11 arriviamo a Belluno svuotiamo il camper e lo sistemiamo per il prossimo viaggio.
in conclusione vi lascio queste questo pensiero
Abbiamo percorso 1563 km che sono solo una piccolissima parte della nostra bella Italia, peccato ci siano delle regioni e delle città dove non viene investito abbastanza nel turismo e nel turismo itinerante, non viene investito nelle bellissime opere d’arte di cui solo una nazione come la nostra ne è ricca. Ricca di Storia cultura paesaggi… e chi più ne ha più ne metta…
Buon viaggio a tutti.
By Salvatore&Paola

per un viaggio in centro Italia Consiglio anche: [Ferrara] Abbazia di Pomposa
segue: [Assisi] San Francesco
inseguendo: [Assisi] Il secondo giorno
continuiamo con: [Terni – Umbria] Le Cascate delle Marmore
per poi arrivare a: [Tivoli] Le ville antiche
raggiungiendo: [Orvieto] La Città degli Etruschi e del Tufo
Non può mancare in questo nostro viaggio: [Lubriano] Civita Bagnoregio
Il lago di:[Bolsena] Il Lago di Bolsena
e poi (è per noi una parziale delusione) la visita al bosco sacro di: [Bomarzo] Il bosco dei mostri
e per rilassarci un pochino prima del rientro: [Saturnia] Le Terme di Gosello

 

I commenti sono graditi, lascia il tuo.

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...