[I Monti di Trento] Il sentiero dei 100 scalini

sentiero 100scal (1)
Forte Sella Roncogno

Titolo: Il sentiero dei 100 scalini
Data: 26-03-2017
Tipologia: Escursione Facile
Cima: Celva
Gruppo Montuoso: monti di Trento, Calisio, Marzola, Celva
Sotto gruppo:  Monti di Trento
Cartina: kompass 047 Trento e dintorni
Segnavia: C.A.I./S.A.T.
Sentiero numero: 419
Quota di partenza: 775
Quota da raggiungere: 1000
Quota raggiunta: 1000
Difficoltà: F-T
Dislivello: 225 m.
Tempo*: 1.00 h (un paio di ore per foto e girare le gallerie)
Giro: A/R consigliato (Anello)
Punti di appoggio: no
Acqua/Sorgenti: no
Località: Passo Cimirlo Povo
Copertura cell.: si
Parcheggio/i: si
Partecipanti: in solitaria
Autore/i: Salvatore
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà variano in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, abitudine.

Premessa: Le montagne di casa, quelle attorno a Trento, pur con la loro modesta quota sono sempre in grado di stupire per l’ampiezza dei panorami che di solito solo le alte cime sanno offrire: il Monte Celva che arriva a mille metri di altitudine sul livello del mare è uno di questi, assieme al Calisio (che ho già descritto) e alla Marzola. Questi monti offrono inoltre un’infinità di manufatti e di testimonianze della Grande Guerra, spesso in ottimo stato di conservazione, in altri casi abbandonati o in via di sistemazione, abbinati a panorami unici sulla città e le vallate, i monti del Brenta, il monte Bondone, la Paganella, tanto per citarne alcuni. Molteplici sono i percorsi per visitare le opere che sono stati rese fruibili recentemente agli appassionati ed ai semplici escursionisti.  Questa è un’escursione breve e adatta a tutti, i tempi della visita variano a seconda delle soste per le foto e per l’osservazione delle fortificazioni Austriache che sono davvero tante, basta poi avere un po’ di voglia, spostarsi dal sentiero per seguire altre tracce e raggiungere così altre piccole testimonianze nascoste. Oggi con questo racconto vi segnalo solo i punti più significativi.
L’escursione in dettaglio:
Il sentiero 419 segnalato in loco corre tra le due villette a ridosso della montagna; percorsi poche centinaia di metri ci si imbatte nella prima serie di gallerie e postazioni. La prima opera che incontro è la fuciliera con 15 postazioni rivolte verso il Passo del Cimirlo e la Valsugana; ritornato sui miei passi e ripresa la salita incontro un altro manufatto circolare che guarda sul passo sottostante e sulla Valsugana, continuando  imbocco una deviazione sulla destra che porta in breve alla “Grotta dei cento scalini” (obbligatorio frontale o pila) forse l’opera più bella e famosa del complesso fortificato del Monte Celva.
Alcuni scalini introducono in una caverna dove si trova una prima postazione d’artiglieria: il primo blocco di cemento che si trova all’interno davanti alla feritoia serviva per ospitare un pezzo d’artiglieria, mentre la botola che si trova a terra serviva probabilmente per la raccolta dell’acqua; proseguendo di pochi passi altri scalini  introducono nell’altra postazione, fra queste due postazioni  sulla sinistra parte la galleria dei 100 scalini che sale fino ad un ampio camino a cielo aperto scavato nella roccia (qui termina il sentiero) che metteva in comunicazione con la postazione della Celva bassa.
Tornando velocemente indietro giungo in breve al complesso della Celva Bassa, area denominata anche dell’ Ex osservatorio, a 897 m.s.l.m.  Qui danno subito all’occhio un’incredibile varietà di manufatti, trincee gallerie corridoi che entrano nelle viscere della montagna, alcuni perfettamente conservati e una trincea piuttosto profonda che aggira tutto il complesso del Celva Bassa fino a dove è collocata una croce, dove si trova un altro punto osservatorio per fuciliere rivolte verso Pergine perché l’area era particolarmente strategica e da qui si poteva controllare e proteggere tutta la zona di Pergine.
Continuo e incontro altre postazioni per artiglieria  anche se fagocitate dalla vegetazione sono visibili.
Sul sentiero che prosegue verso la cima del Monte Celva dove questo si fa più ripido trovo anche due brevi tratti attrezzati con un cordino d’acciaio e giungo quindi nel complesso delle cucine, anche queste oramai inghiottite dalla vegetazione, ma sono ancora visibili gli ambienti scavati nella roccia e si riconoscono i fornelli in pietra/cemento con fori cilindrici e altri fuochi sotto un grande sasso. Giunto sulla cima trovo un plinto di sostegno in cemento, che probabilmente era la stazione d’arrivo della teleferica che saliva da Roncogno.
Sulla sommità si gode un bel panorama a 360º, con vedute sulla città capoluogo, sulla catena del Brenta, su Pergine, sui monti del Lagorai, sul lago di Caldonazzo anche se oggi purtroppo la foschia non permetteva una vista nitida.
All’estremità del pianoro in disparte, quasi nascosto, si apre un pozzo profondo, protetto da rete metallica, il camino mette in comunicazione la cima con le  postazioni in caverna sottostanti, punti che si possono raggiungere scendendo il sentiero vicino al pozzo in direzione dell’ ampio pannello telefonico posto poco sotto la cima.
Si dice che dal Monte Celva, così come da tutta la “Fortezza di Trento”, non partì nemmeno un colpo di fucile, la guerra si combatté altrove, e quindi impressiona l’incredibile mole di risorse investita dagli Austriaci per fortificare le montagne di Trento.
By Salvatore.

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