[Alpi di Ledro] Colle di Santo Stefano

Bezzecca tremalzo (8).JPG
“Obbedisco”

Titolo: Colle di Santo Stefano in Val di Ledro
Data: 15/01/2017
Cima: Colle di santo Stefano
Gruppo Montuoso: Alpi di Ledro
Sotto gruppo: Valli Giudicarie
Cartina: Kompas 071
Segnavia: info in loco
Sentiero numero: info in loco
Quota di partenza: 700 m.s.l.m
Quota da raggiungere: 750 m.s.l.m
Quota raggiunta: 750 m.s.l.m
Tipologia Escursione: T turistico
Difficoltà: Facile (F)
Dislivello: 50 metri
Tempo*: 2 ore per visitare i camminamenti 10 minuti avvicinamento
Giro: A/R
Punti di appoggio: Bezzecca
Acqua, sorgenti: si
Località: Val di Ledro Bezzecca
Copertura cell.: si
Parcheggio/i: si al cimitero con partenza vicino alle postazioni o in paese
Autore/i: Salvatore e Paola
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino.

Premessa: continuano le passeggiate invernali questa volta con 5 cm di neve che, seppur poca, rende il paesaggio romantico e pittoresco.

L’escursione in dettaglio: da Trento raggiungiamo  Riva del Garda e da qui prendiamo per la Val di Ledro, luogo che non conosciamo e quindi inizieremo con la scoperta di punti di interesse sia storico che paesaggistico.  A Molina ci fermiamo un momento per qualche foto al lago e alle palafitte, ci proponiamo di fare il giro del lago in un’altra occasione. Dopo Mezzolago raggiungiamo Bezzecca e parcheggiamo nella piazza centrale. Il Museo Garibaldino e della Grande Guerra, sito in via Lung’Assat Salvatore Greco è chiuso la domenica, peccato perché vi sono esposti cimeli delle vicende del 1866 e del primo conflitto mondiale e le testimonianze dell’esodo forzato in Boemia della popolazione Ledrense.  Dalla piazza, che è il luogo dei fatti d’armi del 21 luglio 1866 e dalla quale la tradizione popolare vuole sia partito il famoso “Obbedisco” di Garibaldi, seguiamo le indicazioni per il Colle di Santo Stefano.
Passiamo davanti la caserma dei V.V.F.F. e attraversata la strada troviamo la stradina, innevata di fresco, che ci porta sul colle. Subito vediamo una prima grotta approntata a presepe della guerra, tutto l’insieme vuole essere memoria della guerra e auspicio di pace.
Saliamo il vialetto che ci porta ad una galleria scavata dal genio Zappatori “Brigata Valtellina” e poi alla chiesetta ossario (chiusa) che contiene i resti dei caduti noti e ignoti. Nel cortile, a sud, è posto un cannone, una colonna con inciso il famoso “Obbedisco” e una croce in pietra, bella la vista sulla valle e su parte del paese. Da qui vediamo anche la croce sulla sommità del piccolo colle e la raggiungiamo. Alla base della grande croce di pietra bianca si trova una lapide con inciso in italiano e tedesco “ alla memoria dei guerrieri austriaci e italiani caduti nei fatti d’armi 21 luglio 1866”. Altre lapidi disseminate lungo il percorso ricordano nomi di soldati garibaldini e dei caduti nel primo conflitto mondiale.  Scendendo iniziamo a visitare le trincee, i camminamenti, le postazioni, immersi nel silenzio, in solitudine, con i nostri passi attutiti dalla neve. Il sistema di gallerie è collegato e permette un giro ad anello. Ritorniamo in paese per un altro camminamento, una lunga galleria in parte scavata nella roccia, in parte in cemento armato.
Lasciamo Bezzecca e decidiamo di fare un salto a Storo, antico paesino al confine trentino/ bresciano, percorrendo la splendida forra scavata dal torrente Palvico nella valle d’Ampola. La strada segue il corso del torrente fra le rocce che quasi si toccano con scenari di piccole e grandi cascate di ghiaccio, scende a tornanti dopo l’ex Forte D’Ampola e d’improvviso il panorama si apre sulla piana di Storo.
Facciamo un breve giro per il paese visitando la bella chiesa di San Floriano, citata già in un documento del 1189, quando era più piccola e certamente con le pareti affrescate (ne rimane qualche traccia), ampliata e ricostruita più volte, conserva la fisionomia datale nel Seicento/Settecento con le belle tele degli altari, l’organo, la struttura lignea della cantoria. Noi ci incuriosiamo per le statue dei santi: San Floriano a cavallo, San Rocco con il cane che gli porge un pane, San Giuseppe con Gesù Bambino, San Sebastiano trafitto dalle frecce. Riprendiamo l’auto per il ritorno verso il lago di Ledro ma al passo d’Ampola cambiamo idea: si va a Tremalzo. Saliamo per la strada provinciale 127 con numerosi tornanti fino a raggiungere la chiesetta di Santa Croce arroccata su un poggio a strapiombo sulla valle, dove facciamo una pausa, pane, formaggio e salame tipico bellunese. Riprendiamo il viaggio in macchina e raggiungiamo il passo di Tremalzo, m. 1665, lo oltrepassiamo e arriviamo al rifugio Garda a 1702 m. s.l.m. e qui termina la strada. Bellissimo il panorama che si gode dal colle. Prendiamo un caffè al rifugio e poi proseguiamo a piedi per la comoda carrareccia, la via militare del fronte italiano (divieto auto e moto, si percorre solo a piedi o in bici) verso la Bocca di Val Marza che raggiungiamo in mezzora circa.  Dopo una sella (verso nord-ovest  panorama  sulla Presanella e il  Carrè Alto, innevati, verso sud vediamo le malghe e la valle che scende verso il Garda) che congiunge il Monte Tremalzo m. 1975 con il Corno della Marogna  un tunnel ci porta a guardare verso Tremosine e il Lago di Garda, altri panorami si aprono alla nostra vista, la strada scende ripidissima, a tornanti, ma le ore di luce vengono meno e dobbiamo fare rientro, l’esplorazione di questi luoghi a noi sconosciuti ha acceso nuovi progetti che forse un giorno riusciremo a compiere e a descrivere ,ma certamente qualcuno di voi già li conosce.

By Salvatore & Paola.

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