187 [Come inizio] I primi passi

primi passi
Io, primi passi © Copyright 2016 By Salvatore

I primi passi
L’inizio della mia avventura.
La mia città, Trento, cuore pulsante delle Dolomiti con i suoi laghi, i fiumi, le montagne: è qui che è nata la mia passione per la montagna, anche se il mio paese natale è Pinzolo in Val Rendena, famosa per i suoi “moleti” (arrotini). Tutti andavano, almeno una volta l’anno, al rifugio XII Apostoli in Brenta e anche io all’età di 5 anni chiesi di andarci, lo desideravo proprio, ma ci portarono mio fratello, più vecchio di me di un anno. Veramente qualche giorno prima mi portarono su un prato ripido e sono stati ad osservare come procedevo, ad un certo punto ho messo le mani a terra per stare in piedi: sacrilegio! visto che usavo le mani non mi hanno portato. “Non si mettono le mani a terra! Quest’anno niente montagna, ti porteremo quando starai su dritto”. Per mesi non rivolsi più la parola a mia mamma, tanto ero deluso e arrabbiato. Poi a 6 anni finalmente  iniziai ad andare in montagna, prima con i miei genitori e i miei zii (la mia prima escursione con loro naturalmente fu al Rifugio XII Apostoli in Brenta) e poi negli anni successivi con la parrocchia dei Solteri guidata allora da Don Fausto, per noi solo “il don”, anche lui con il pallino per la montagna e per la fotografia. Gli anni passano e con gli anni aumenta sempre di più la mia passione per la montagna. Delle mie prime esperienze ho in particolare questo ricordo, che resta vivido nella mia mente. Avevo 15 anni quando per la prima volta, quasi per una bravata, andai in montagna da solo, sapevo che non è  prudente  andare in montagna da soli  ma comunque sono partito il mattino presto come fanno tutti i bravi alpinisti, il sole non era ancora sorto, preparai il mio zaino con alcune cose per la giornata, pane, dell’ acqua, te caldo e altri viveri .  Ricordo quella passeggiata come fosse oggi. Il giro che intendevo fare l’avevo fatto alcuni anni prima con il “don” ma questa volta il punto di partenza non era la Val di Brenta ma la casera di mio zio a “Valaston”, appena sopra Pinzolo. Ho detto a mia mamma che volevo fare un’escursione e che sarei tornato nel pomeriggio. Col mio zaino in spalla mi sono incamminato verso la malga Bandalors” che era la mia meta iniziale e qui mi sarei dovuto fermare (così avevo detto a mia mamma). Arrivato alla malga infatti ho fatto una piccola sosta sorseggiando l’acqua fresca della fontanella che poco lontano dalla malga zampilla tutto il giorno, acqua fresca e buona. Ma guardando un’ altra volta la cartina sentivo nascere un desiderio: quello di continuare… così inizio a risalire la strada forestale e un po’ alla volta si presenta avanti a me maestoso il  BRENTA o meglio il sottogruppo del Vallon, con la cima dei Dodici Apostoli, e senza accorgermene ormai ero arrivato ai prati, le piante avevano lasciato il posto ai pascoli, e arrivo al baito dei cacciatori. Qui mi fermo e ammiro il panorama, vedo la cima Dodici Apostoli, il gruppo dell’ Adamello, la Presanella e giù tutta la Val di Rendena. Un altro sguardo alla cartina che mi sono portato, e via…oramai sono al passo del “Bregn de l’Ors”. Faccio un’altra piccola sosta. C’è una cappella fatta di sassi con dentro una Madonnina, lascio alcuni fiori che ho raccolto durante la salita, una piccola preghiera e poi cerco il sentiero che scende in Val d’Agola, lo trovo e continuo il mio cammino. Laggiù in fondo si trova un lago: è il lago d’Agola lo vedo anche da quassù, dal passo. Il colore verde smeraldo ma a volte anche azzurro turchino del lago è un richiamo, scendo il sentiero quasi di corsa come se qualcuno mi volesse rubare quel lago ma stando sempre attento alle radici degli alberi che ogni tanto spuntano dal terreno. Il bosco ancora una volta si dirada e i prati si presentano ampi e verdi, eccomi finalmente al lago, era il mio secondo obbiettivo, la meta da raggiungere. Però non mi bastava… Il Lago d’Agola si trova a 1600 metri di quota circa, questa volta mi fermo per un’ora, mangio e bevo con calma il te caldo che mi ero portato. Ascolto il silenzio al quale ora non siano più abituati. Cerco di interpretare la cartina e vedo la Val di Brenta, i ricordi mi portano a quando facevamo le gite con il “don”. Ancora oggi c’è una casetta dove dormivamo quando facevamo il campeggio in estate. Ci voglio passare. Mi rimetto in cammino e seguendo la strada forestale chiusa al traffico, costeggio il torrente, l’acqua alle volte scompare sotto terra, si inabissa per molti metri e poi all’improvviso riappare (sono gli effetti carsici). Dopo un’ora arrivo in Val di Brenta avendo percorso prima la Val d’Agola. Sono davanti al vivaio della forestale, ci sono piante e fiori di rara bellezza. Riprendo il cammino, vado avanti ho già fatto un lungo tratto di sentiero quando penso di aver sbagliato la strada:  non trovo più la segnaletica “rosso bianco rosso”;  riconosco un prato dove una volta ci siamo fermati a giocare al pallone ma non trovo il sentiero e neanche qualcuno a cui chiedere indicazioni, oramai si è fatto tardi. La prima preoccupazione è ritrovare il sentiero, torno indietro per circa mezzora, ricordo una specie di bivio forse è quell’altra la direzione da prendere… sì ricordo… certo portava in località Fogaiart, la seconda è cosa dirà e cosa stara pensando mia mamma… Imbocco il sentiero e arrivo a S. Antonio di Mavignola, ora sono più tranquillo anche se la notte oramai era lì per arrivare, erano le 20 e avevo perso  molto tempo a ritrovare la via giusta. Ero solo come quando ero partito, non avevo trovato nessuno neanche lungo tutto il percorso. Però ora ho ritrovato la strada ed i segni bianco rossi, devo “solo” scendere verso Pinzolo quindi raggiungere “Valaston” ma ci vuole ancora un’ora o più. Mi è passata la fame e la sete, un pensiero va a mia mamma e mio zio, si sarebbero sicuramente arrabbiati ma soprattutto preoccupati avrei dovuto avvisare, ma allora il cellulare non esisteva! Da S. Antonio di Mavignola prendo la vecchia strada che porta a Pinzolo, ci vogliono 40 minuti circa, quando arrivo in paese oramai la notte si era fatta nera e con il buio le ombre delle piante, dei cespugli del bosco sembrano tanti folletti, streghe, uomini malvagi, orsi, caprioli… e i miei pensieri di ragazzo di 15 anni corrono ancora più della realtà,  penso alle parole di  mia mamma:  “Non devi aver paura del bosco anche se è di notte perché ciò che c’è di giorno c’è di notte”,  ma non è vero (io quel bosco non lo conoscevo bene e ne avevo paura). Gli animali del bosco, loro, girano anche di notte. Cammino ancora per circa un’ora, arrivo a casa che sono le 21.30 o anche più tardi, mia mamma mi stava aspettando, era in pensiero e anche arrabbiata, mio zio un po’ meno ma una bella ramanzina me la sono dovuto sentire prima di raccontare la mia avventura. E per fortuna non me le sono prese, così posso dire di essere arrivato a casa sano e salvo… Da quel giorno non ho smesso, nonostante lo spavento che mi ero preso, di vagabondare per le “Terre Alte”: ho girato ancora il Brenta magica montagna dai sentieri infiniti… E poi tante altre: ho iniziato raggiungendo le malghe che si trovano ai piedi delle montagne, quelle cime che mi attiravano e incuriosivano, visitando i laghi e poi con il tempo i rifugi, le ferrate, le vette, prima a solo a piedi e in un secondo tempo con gli sci, addirittura in m.t.b. In seguito ho arrampicato, mettere le mani sulla roccia mi riempie di gioia, posso guardare da sopra tutto ciò che prima vedevo da sotto, le vette delle montagne. Sono stato su molte cime e su alcuni ghiacciai come il Carè Alto, il ghiacciaio dell’Adamello e quello del Cevedale. e… oggi continua ancora la mia voglia di montagna…
Ora aspetto anche i vostri Racconti dei vostri primi passi… Commentate qui sotto
Salvatore.
© Copyright 2016 By Salvatore.

4 commenti

  1. Ma daiii… la montagna in solitaria è un’emozione unica!
    E considerati fortunato a poter gironzolare in zone dove non si incontra anima viva: nelle mie montagne (Como-Lecco) ci sono più escursionisti che formiche! E i sentieri sono tracciati meglio che le autostrade.
    Perdersi e provare quell’ansia inaspettata è….. magnifico, una volta tornato a casa 😀

    Piace a 1 persona

I commenti sono graditi, scrivi il tuo

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.