180 [Passo Valparola] Sentiero dei Kaiserjager

Guerra
Gallerie di Guerra © Copyright 2016 By Salvatore

Titolo: Sentiero dei Kaiserjager
Data: 07/09/2016
Cima: Lagazuoi
Gruppo Montuoso: Lagazuoi
Provincia: Belluno
Cartina: Tabacco Foglio 03 Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane
Segnavia: Sentiero Kaiserjager e 402 C.A.I
Quota di partenza: 2168 m.s.l.m.
Quota raggiunta: 2752 m.s.l.m.
Difficoltà: PD
Tipologia Sentiero: E.E.A. Sentiero attrezzato via ferrata.
Dislivello: 584 m.
Tempo*: in giornata
Giro: anello
Punti di appoggio: Al passo Falzarego, Rifugio al Passo Valparola.
Acqua, sorgenti: no
Località: Passo Falzarego / Passo Valparola
Parcheggio/i: si (camper tollerati)
Partecipanti: autori
Autore/i: Salvatore e Paola
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente montuoso.

Premessa: reduci dall’Alta via n. 2 ci dedichiamo ad un escursione più tranquilla, di cui parlavamo di voler fare da tempo, il sentiero dei Kaiserjager e la Cengia Martini.
Questo giro comprende se si è interessati e attrezzati anche la discesa dalle galleria di mina del Lagazuoi. Attrezzatura da ferrata, casco imbrago, moschettoni e frontale per illuminare i tratti di buio Si può partire sia dal Passo Valparola che dal parcheggio della funivia del Falzarego, in cuor mio, sento di non consigliarvi il rifugio che si trova all’arrivo della funivia che sale dal Falzarego e nelle mie relazioni eviterò sempre di nominarlo per come sono stato trattato quando ho percorso l’Alta Via n° 1.

L’escursione in dettaglio:
Io e Paola ci portiamo con il camper la sera precedente al Passo val Parola e parcheggiamo poco distante dal passo, vicino al Forte “Tre Sassi” in un comodo e ampio parcheggio. Siamo sul confine Bellunese con l’Alto Adige, poco distante inizia l’itinerario scelto, il sentiero dei Kaiserjager. Questo storico sentiero è stato da poco tempo attrezzato con nuove funi e con un nuovo ponte sospeso, costruito al posto di quello precedente, travolto da una frana. Passiamo sui sentieri dove i soldati hanno combattuto, e ci imbattiamo dapprima in una costruzione, i resti del Comando Austriaco, e poi nelle trincee e i posti di vedetta. Ora come 80 anni fa la posizione permette una panoramica sui passi e le montagne circostanti, per fortuna con altra disposizione di spirito e senza pericolo di venire colpiti dall’artiglieria. Poi iniziamo a salire su sentiero a zig-zag fino ad arrivare alle corde metalliche dove conviene indossare i “dpi”, e successivamente appunto al ponte, magari avessimo trovato metà di questa attrezzatura sulle Vette Feltrine. Fatto questo tratto arriviamo a delle caverne scavate nella roccia, visitabili individualmente, poi proseguiamo su comodo sentiero. Altre funi di sicurezza aiutano i meno esperti a superare due tratti leggermente esposti e giungiamo quindi in poco tempo alla cima del Lagazuoi.  Qui una sosta è obbligatoria per ammirare il superbo panorama sulle cime che ci circondano: Odle, Pordoi Sella, Civetta, Pelmo, Antelao, Tofane, Alpe di Fanes… La cima è affollata di gente varia, arrivata per il sentiero normale o comodamente in cabinovia, i più simpatici una coppia di giapponesi che chiedono cortesemente i nomi delle montagne per trascriverli in geroglifici su un quadernetto, sforzandosi di ripetere i nomi con risultati buffi:” Odele… Pelemo…”  Che cari. Il rientro si può fare in diversi modi: funivia, sentiero normale o gallerie. Scegliamo il più bello naturalmente le gallerie! Scendiamo parecchie decine di metri dentro la montagna ammirando alle volte il panorama, visibile da alcune finestre dove una volta dimoravano i cannoni o le mitragliatrici, ecco le Cinque Torri, il Nuvolao, l’Averau fino a raggiungere la Cengia Martini, anche questa da tempo nei desideri miei e di Paola. Mi avvio per vedere se si presentano delle difficoltà, poi per cengia andiamo a visitare questo luogo dove sono state ricostruite alcune baracche degli Alpini fino a dove il sentiero è sicuro e attrezzato. Ritornando sui nostri passi ci avviamo alla conclusione dell’escursione raggiungendo il passo Falzarego tramite il sentiero 402 e poi risaliamo fino al passo. Al Passo Valparola merita una visita il Museo del Forte “Tre Sassi” (meglio ” In Tra’ I Sass” costruito tra il 1897 e il 1901 per sbarrare all’esercito italiano l’accesso alla Val Badia) allestito e curato con passione da privati, una famiglia (Loris Lacedelli, storico) che si è dedicata a conservare, catalogare e esporre importanti reperti della Prima Guerra su questo fronte, una delle più belle raccolte della zona dolomitica su questo tema. Un’altra visita, molto rilassante e piacevole, è quella al bel laghetto poco distante e al Museo all’aperto, sottostante il Forte, nelle baracche e trincee ricostruite:” Edelweiss Stellung” è il nome austriaco storico e quanto mai appropriato, le stelle alpine abbondano e coronano ogni sasso. Ora al posto dei soldati vigilano sul posto numerose, simpatiche marmotte. Il territorio è proprietà del comune di Livinallongo del Col di Lana ma è curato anche questo da volontari, sono possibili anche ciaspolate e visite guidate. Altra meta, per le prossime escursioni: Cima del Sass de Strìa e gallerie, Monte Sief, Sett Sass…per ora ci accontentiamo.
Salvatore e Paola
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