[I Monti del Garda] La Strada del Ponale.

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Strada del Ponale

Il Ponale
20 -3- 2011

Finalmente la mia relazione e quella di Paola sulle traccie di antiche vie.
Sette chilometri di strada scavata nella roccia e su cengia a picco sul lago, voluta da Giacomo Cis, commerciante di Bezzecca, ricco e senza eredi. Questo meraviglioso sentiero che io non ho ancora scoperto del tutto, nonostante sia già la terza volta che lo percorro, riserva sempre delle sorprese e mi sono promesso di ritornarci, non appena trovo chi ha le chiavi delle inferiate che precludono la visita al forte Teodosio.
perché una cosa non capisco… perché pezzi di storia come questi sono messi sotto chiave invece che recuperati e restituiti alla comunità e a tutti.)
In questa parte di Trentino una volta Impero Austroungarico vi sono resti e segni indelebili
della nostra storia della prima guerra mondiale.

Il sentiero D001 del Ponale parte nei pressi della centrale idroelettrica di Riva del Garda.
Un tempo questa strada era la principale via di collegamento con Biacesa, Pregasina e la val di Ledro, nel periodo bellico fu punto cruciale a difesa del porto di Riva. Infatti troviamo grande testimonianza di tutto questo lungo ill sentiero e osservando la montagna.
Torniamo alla nostra escursione anche se non ce molto da dire del sentiero vale come appunto per trovare ulteriori info per la visita guidata al sistema fortificato della tagliata del Ponale e al forte Teodosio.
La strada oggi è un sentiero ciclo-pedonale ricco di storia percorribile appunto da biciclette e pedoni a picco sul lago di Garda con vista sullo Stivo, il monte Altissimo di Nago, il monte Baldo… Raggiungiamo Pregasina punto panoramico arricchito da una gigantesca statua “Regina mundi”: è il completamento di questa meravigliosa giornata di sole trascora in libertà con Paola. Anche se a dire il vero dopo aver fatto una pausa pranzo, al sacco, ci siamo diretti verso il centro del paese ma subito dopo siamo attratti da una Cresta che decidiamo di salire…qui con un breve sentiero arriviamo su un punto panoramico con altre presenze di gallerie due vicine terminano subito mentre una un po’ più lontana….
Siamo su un pulpito di roccia e sotto di noi il lago basterebbe un salto e … giù nel lago… ma 400 metri più in basso no decisamente meglio proseguire torniamo indietro e Paola inforca un piccolo sentiero a destra che porta a una postazione di guerra percorrendo una breve galleria… ritorniamo sui nostri passi e ora saliamo una antica cresta spartiacque  da una parte il lago e dall’altra il piccolo paese di Pregasina terminiamo questa gita con un breve riposino su di un prato verde.
by Salvatore

qui di seguito la relazione di Paola la mia compagna di cammino…

«Paola: Io qualcosa sul sentiero ce l’avrei da dire, non tanto dati tecnici ma emozioni: si parte dalla bella cittadina di Riva, lambita dal lago, e ci si incammina su quella che un tempo era l’ardita strada tracciata e voluta con determinazione da Giacomo Cis, e sempre costeggiando ill lago su una cengia di roccia strappata alla montagna, ora fuori, ora dentro gallerie, ci si innalza senza accorgersene tra scorci bellissimi, il lago azzurro, le rocce strapiombanti (commento di un ciclista sardo: ” se non sapessi dove sono, potrebbe essere la Sardegna…”) il cielo azzzurro su cui spiccano le montagne innevate.
Unico neo, essendo una pista ciclo-pedonabile, i fastidiossissimi ciclisti che frecciano, nonostante i cartelli invitino a rispettare i pedoni, evidentemente felici come pasque; verrebbe voglia di mettergli una racchetta tra le ruote… In breve raggiungiamo i resti delle fortificazioni, alcune visitabili, e io e Salvatore esploriamo tutto il possibile, e altre, quelle in galleria, sbarrate da inferriate. Peccato, devono estendersi sia in lunghezza che in altezza e ci piacerebbe visitarle.
Poi arriviamo ad una forra, dove precipiata una cascata. Qui un tempo un tipo lungimirante aveva aperto un alberghetto e costruito un belvedere sull’orrido, ora tutto è diroccato e cadente. Poco dopo si arriva ad un bivio: a sinistra per Pregasina, a destra la strada sale con tornanti per la Valle di Ledro. 
La nostra meta è Pregasina, già si indovina in alto  il profilo della statua della Madonna, ma non resistiamo all’indicazione ” antico sentiero del Ponale” che porta a Biacesa. Imbocchiamo un magnifico sentiero che ci porta, tra una ricca  vegetazione, prima in vista dell’antica centrale di Rovereto, dai ruderi monumentali, e poi dopo un arco, in prossimità di Biacesa, ma qui ci fermaimo e torniamo sui nostri passi. Fotografiamo le primule che infiorano un lungo tratto di via e le tracce che le bestie da soma hanno lasciato nel sentiero, le loro orme hanno scavato la roccia dove il sentoero era più ripido e il loro sforzo più duro, una testimonianza del passato, ma ancora viva…
In breve raggiungiamo Pregasina con qualche scurton, raggiungiamo il belvedere e con calma possiamo ammirare il panorama: il lago si stende azzurro e tempestato di vele bianche sotto di noi,  la “mezzaluna di Arco”  si riposa verde e coltivata, le montagne svettano contro il cielo, cosa vogliamo di più?
Ci proponiamo di raggiungere il paese, ma il prato da cui lo si vede ci tenta troppo e prima che sia troppo tardi (è preso d’assalto dai tanti turisti) vogliamo conquistare il nostro spazio verde. C’è sempre un ma: un sentierino che si inerpica ammiccante tra le piante, promette altri panorami, così raggiungiamo il pulpito di roccia ben descritto da Salvatore, inutile dire che siamo due curiosi e esploriamo ogni anfratto. La vista dall’alto è mozzafiato e il salto purtroppo qualcuno l’ha fatto, come ricorda una lapide, ma la giornata è così bella, il sole così caldo che anche le anime tormentate qui devono aver trovato pace.
Conservo un ricordo stupendo di questa giornata e spero di poterci tornare presto.»

qui  Le Foto

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