146 [I Monti di Trento] Cima Marzola

Marzola
Cima della Marzola con panoramica sul lago di Caldonazzo © Copyright 2012 By Salvatore

Titolo: [I monti di Trento] Cima della Marzola,
Trento 10/giugno /2012
Partiamo da casa alle 8,20 circa, raggiungiamo il paese di Povo e il passo del Cimirlo e da qui per stradina asfaltata il rifugio Maranza.
Prendiamo il sentiero SAT/CAI 411, passiamo vicino ai ruderi del primo forte e iniziamo a salire verso la nostra meta che è il Bivacco Bailoni.
Superiamo cosi altri resti di fortificazioni e il secondo forte e poi un antico forno per fare la calce. Arriviamo al bivacco, semplice e ben tenuto, verso le 11 e dopo una breve pausa decidiamo di proseguire, visto che il meteo lo permette.
Raggiungiamo cosi cima Sud non senza aver divagato tra altri resti della prima guerra mondiale e esserci soffermati su panorami, quando le nebbie lo permettevano, da mozzafiato.  I laghi di Caldonazzo con il soprastante lago di Levico, la Valsugana da una parte e la valle dell’Adige dall’altra. Intanto si sono fatte le 12 e raggiunta la cima sud decidiamo per un’altra piccola pausa e dopo le foto di rito mangiamo il panino e gustandoci il panorama con una cornice di nuvole e nebbie che corrono veloci verso l’alto, che abbiano anche loro un traguardo da raggiungere?… chiedo a Paola se vuole proseguire o ritornare indietro, neanche a parlarne mi risponde “si va avanti” il meteo non sembra esserci ostile per oggi. Il successivo punto che raggiungiamo, passando anche qui per deboli resti della guerra, trincee, fondamenta di postazioni e un Camino ( naturale) profondo un centinaio di metri è dapprima la sella della Marzola e poi la cima nord. Sotto la croce c’è il libro di vetta che firmiamo. Riprendiamo cosi tranquilli il nostro cammino verso “l’Omenet”, una roccia a forma di testa o corpo di uomo avvolto dalle nebbie. Proseguiamo per raggiungere “i Stoi del Chegul” dove un gruppo del paese sta facendo una festa…ci sono dei camini improvvisati con fuochi e paioli di rame, che ci sia la polenta? Ma è tardi e abbiamo già mangiato, proseguiamo per il rifugio Maranza. Prendiamo la strada forestale che scende a Borino e dopo poco al bivio sulla sinistra un meraviglioso sentiero che in falso piano con piccole discese e risalite ci porta alla” Malga Nova” e da qui ai prati poco sopra il rifugio dove enormi faggi raccontano storie di antichi luoghi ora curati dalla Forestale di Trento – Sopramonte con un percorso naturalistico. Da segnalare il cippo austroungarico che vietava qualsiasi costruzione civile nei pressi dei presidi militari. Scendiamo a destra di una recinzione a protezione dell’acquedotto e in breve al rifugio Maranza. Ci fermiamo per la ormai consueta birra di fine giro e ne approfittiamo per finire le polpette che avevo fatto la sera prima… e che ho portato per tutto il giro. Un ultimo capriccio della giornata trascorsa tra meravigliosi alberi centenari termina in Piazza Duomo alla fantastica gelateria GROM… coppa media con panna. Alla prossima.
Salvatore e Paola
© Copyright 2012 By Salvatore e Paola

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