[Grande Guerra] Cima del Col di Lana

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Col di Lana

Titolo: Col di Lana

Continua la mia voglia di esplorare e conoscere i luoghi della grande guerra, oggi 9/10/2011 con Paola decidiamo di visitare i luoghi sacri della Patria.
Sono 5 gli itinerari che portano alla scoperta di questi luoghi e 5 le varianti che troviamo su un libro fantastico del C.A.I., il titolo del libro è “il Col di Lana” (escursioni, storia, e note naturalistiche) di Gilberto Salvatore, una piccola guida di circa 90 pagine che ci suggerisce per questa zona di grande valore storico ma anche paesaggistico delle stupende passeggiate. L’itinerario che percorriamo oggi è la principale via di salita che si percorre per il Col di Lana calpestando luoghi storici e sacri.

Raggiungiamo Pieve di Livinallongo e troviamo indicazioni per la frazione di Palla, il punto di partenza, qui in un  comodo parcheggio lasciamo la macchina…
Ci prepariamo sotto leggeri fiocchi di neve, portati dal vento che discende dalla cima del Col di Lana. Ci incamminiamo sulla stradina silvo-pastorale, sulla destra che in 800 metri circa, di dislivello ci porterà in cima. Ma andiamo con ordine.
Imboccata la strada sterrata alle 9.15 ci innalziamo pian piano di quota e ci appare maestosa la Marmolada con i suoi 3000 metri… arriviamo in breve ad un ex rifugio, (non ricordo il nome) che era sede di un piccolo museo, oggi trasferito in paese… siamo a “Plan de la Lasta”… e ci inoltriamo ora nel “Bosco dell’Impero “( non quello austriaco, contrariamente a quanto si può pensare, quello italiano…) e salendo in direzione della “nostra” cima, arriviamo ad una caratteristica fontanella e facciamo una foto. Riprendiamo il cammino e il panorama si apre sempre di più… sulla Marmolada, il Falzarego, le Tofane, il Pelmo… raggiungiamo un piccolo pianoro panoramico con una panca e poi riprendiamo la strada sterrata che ci porta ora al “plan della Chicia”, qui termina la strada, ma altri sentieri partono a 180°, noi continuiamo a salire, in direzione della cima che si fa sempre più evidente. La neve ricopre ora il sentiero che è cmq ben visibile, il vento si fa sempre più sferzante e il freddo pungente.
Raggiungiamo velocemente il “Panettone” con un cippo commemorativo e il bivio con il sentiero del “Teriol Ladin” che percorre ad anello “il Col di Lana”.
Altro punto panoramico che non raggiungiamo subito ma più tardi quando faremo ritorno… Proseguiamo quindi in direzione del “Capello di Napoleone”.
Anche questo lo raggiungiamo spediti superando prima un caratteristico salto, un tratto di sentiero leggermente a strapiombo e alcune gallerie e ricoveri… subito dopo il Cappello di Napoleone altre gallerie e non ultima quella di s. Andrea realizzata dall’ esercito italiano per far saltare con una potente mina la cima del Col di Lana…
Raggiungiamo alle 11.30 l’oramai visibile rifugio-bivacco Brigata Alpina Cadore dove entriamo ad assaporare il caldo riparo dal forte vento che fin dall’inizio ci accompagna.
Facciamo quindi una pausa e nel frattempo ci fa visita un piccolo topolino, il custode del bivacco, che si appropria delle briciole del nostro pane cadute a terra… non completiamo il giro come descritto nella guida perché il vento no dà tregua, anzi si fa ancora più forte e pungente, facciamo quindi alcune foto alla chiesetta voluta dal comitato per la valorizzazione del Col di Lana…puntiamo al piccolo monumento ai caduti che venne donato dagli schutzen di S. Vigilio di Marebbe… e ora facciamo a ritroso una parte del sentiero fatto per salire.
E ritorniamo al “plan della Chicia”, come alternativa scegliamo un sentiero che scende sulla sinistra, tralasciando il Bosco dell’Impero fatto in salita, superiamo una bella fontana completa di elmetto e bomba a mano ,  seguiamo ora la  stradina silvo-pastorale che scende ad  Agai, che per scorciatoie raggiungiamo in poco tempo e da qui al parcheggio di Palla.
Stupenda escursione peccato per il freddo pungente e per la neve che inizia a ricoprire tutto oramai l’inverno si avvicina… ci restano ancora poche escursioni prima iniziare le escursioni con le ciaspole.
Con la macchina ritorniamo a Livinallongo scendendo per la strada di Digonera, un po’ stretta ma più breve, e ci fermiamo al Sacrario di Salesei, che merita una visita, da qui il rientro a Belluno.
By Salvatore

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