133 [Dolomiti Bellunesi] Cima Talvena

Talvena
La talvena © Copyright 2011 By Salvatore

Titolo: 133 Cima Talvena
Data: 13 / febbraio / 2011

Ciao a tutti, vi raccontiamo una nuova escursione nel Parco delle Dolomiti Bellunesi, fantastico luogo magico che consigliamo di visitare, una volta è sufficiente per innamorarsene. Oggi abbiamo raggiunto una cima poco frequentata, ma molto suggestiva. Partiamo da Belluno alle 9.30 circa in una mattina nebbiosa che non promette nulla di buono, guardiamo perplessi fuori dalla finestra ma poi decidiamo di tentare. Raggiungiamo l’abitato di Bolzano Bellunese, imbocchiamo la stradina appena dopo la chiesa, passiamo per la frazione di Pascoli e saliamo su stradina asfaltata alle case Tovèna quota 704 m.s.l.m dove parcheggiamo. Una tabella indica il sentiero 512 per Casere Stalìch e Casera Zoppa e iniziamo a salire sinistra tra le ultime case e subito siamo immersi in un bosco di faggi, abeti, pini, ciliegi selvatici e castagni, i bucaneve che crescono tra l’erba invadono anche il sentiero nonostante il terreno sia secco.
Saliamo nel bosco per circa 30 minuti e ci imbattiamo nelle Casere Stalìch 848 m. In questo luogo il tempo sembra essersi è fermato. Le case sono ancora in piedi ma il tetto è crollato, è un peccato che un pezzo di storia vada perso. Eppure è facile immaginare come si svolgeva la vita di un tempo, uomini e donne dediti a lavori oggi dimenticati e ci sembra di sentire l’eco di ragazzini che si rincorrono e schiamazzano…
Ci innalziamo per tornanti ripidi fino a quota 1300 circa e usciamo dal bosco. Il sentiero piega decisamente a destra salendo una pala erbosa con resti di alberi bruciati. Raggiungiamo poi una conca erbosa molto bella, l’attraversiamo e arriviamo a un bivio senza indicazioni giriamo a sinistra e dopo un breve traverso un po’ esposto saliamo ancora  per i prati di “loppa”. Notiamo tra l’erba secca e ingiallita dei buchi strani e ipotizziamo che sotto possano esserci delle cavità in cui scorra dell’acqua perché in questi “camini” alberga una verde vegetazione, capelvenere, muschio, piccole felci, molto diversa da quella dei prati. Raggiungiamo quella che e che pensiamo essere la cima e che sarebbe un belvedere sulla val Belluna… se la nebbia non ne impedisse la vista. Sono le 12 e facciamo una breve pausa ristoratrice, osservando in giro vediamo un’altra sommità: guardando la cartina e una relazione che ci eravamo procurati ci rendiamo conto che la cima non è quella che occupiamo, ma quella una cinquantina di metri più a nord. Lasciamo gli zaini e raggiungiamo per traccia tra mughi e roccette una piccola torretta rocciosa, la superiamo e in breve raggiungiamo la cima della Talvena, m. 1534 s.l.m. A terra troviamo la bandiera italiana, piuttosto mal ridotta, che è descritta sulla nostra relazione e la puntelliamo con sassi e un po’ di fil di ferro che troviamo. Forse ora la cima sarà visibile anche da sotto, ma temiamo che il vessillo non reggerà a lungo. Se fosse stata una bella giornata da quassù avremo avuto un panorama favoloso su tutta la Schiara, il Burel, il monte Tiron, il Serva, il Visentin e sulla vallata Bellunese. Riusciamo a scorgere a tratti il frastagliato Monte Peron, l’eremo di San Giorgio e la cima di San Giorgio che abbiamo raggiunto due settimane fa.
Il rientro lo facciamo per il stesso sentiero, volevamo fare un giro ad anello ma il tempo non lo permette: comincia un leggero nevischio quindi decidiamo di scendere velocemente. L’unica deviazione che facciamo dopo le casere Stalich è per raggiungere un piccolo villaggio “Schirada” e di lì per stradina asfaltata raggiungiamo il luogo di partenza.
qui le foto: Facebook
Sal e Paola.
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