[Schiara] Al Rifugio VII° Alpini

rifugio VII alpini (36).JPG
Chiesetta al VII Alpini

Titolo: Al Rifugio VII Alpini
Data 11 e 12 / settembre /2010
Gruppo: Schiara Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Rifugio: VII alpini, 1502 m.
Dislivello:900 m. circa
Sviluppo del percorso: Notevole
Carta topografica: Tabacco 024
Ambiente: Bellissimo
Possibilità di parcheggio alla partenza: limitate
In gita con: Paola
Descrizione del percorso:
Raggiungiamo da Belluno il punto di partenza passando per Bolzano Bellunese e il piccolo abitato di Gioz raggiungendo così la località case Bortot 694 m. s.l.m. (indicazioni in loco).
Da qui parte il sentiero C.A.I. 501 che è anche il sentiero dell’alta via n° 1.
Il sentiero è nella prima parte una mulattiera che dopo qualche km termina nei pressi di un trivio per il “Bus del Buson” una forra, dice la mia “guida” Paola, che merita di essere visitata… ci ripromettiamo di ritornare,e di visitare anche il “pont della mortis” qui inoltre parte il  sentiero 506.
Proseguiamo e ora il sentiero che segue il naturale percorso del torrente Ardo si svolge su una cengia e appunto più in basso a 200/300 metri di profondità scorre il torrente Ardo, nascosto dalla ricca vegetazione che ricopre tutto il torrente e se ne ode solo un leggero gorgoglio. Giungiamo a ponte Mariano e qui ci si presenta un’anteprima della Schiara che mi ruba un’esclamazione “woww”, e qui si getta dolcemente nel torrente Ardo il “rui fret”.
Lasciamo anche qui una derivazione sulla destra che perviene da Col di Roanza, il sentiero C.A.I  519 e proseguiamo a sinistra verso la casera dell’Alberch, (resti) poco prima della casera un altro sentiero che parte alla nostra destra è il C.A.I  507/511 ma ne parlo dopo…
Continuiamo in direzione, 7° Alpini… siamo ora nella “val de l’art” (Valle dell’Ardo)
Il sentiero che per tutto il percorso segue il torrente Ardo che nasce dallo Schiara si svolge all’ombra di carpini e faggi.
Raggiungiamo dopo 3 ore di cammino il rifugio VII Alpini a 1500 m. s.l.m. e il panorama si apre definitivamente sullo Schiara.
Bello!!! troppo bello!!! Merita di essere qui, ne sono subito catturato vorrei essere li su quelle rocce baciate da un sole splendido e nello stesso momento rispecchiate nel blu turchino del cielo…
Entriamo nel rifugio un po’ di trambusto per i preparativi del concerto che siamo venuti fin quassù ad ascoltare… chiediamo se è possibile mangiare, e ci accertiamo del posto per dormire, anche se era già prenotato…
Mangiamo un buon piatto di pasta con il ragù e beviamo una meritata birra, (per pranzo vista l’ora il rifugio non passa altro)
…poi, dopo aver posato gli zaini in camera ci precipitiamo ad ammirare il panorama prima del inizio del concerto… previsto per le 16.30.
Ci gustiamo anche il concerto in RE maggiore “il cardellino di Vivaldi” e il “buffo” ma simpaticissimo intermezzo “la serva padrona” di Pergolesi…
Tralascio la descrizione della cena e del resto della serata che trascorre tranquillamente. Durante la cena una notizia di servizio che ci informa che la messa prevista per le 10.30 del giorno successivo è stata spostata alle 11.30 circa per permettere ai partecipanti della crono-scalata di raggiungere il traguardo che era fissato al 7° alpini.
Io e Paola allora decidiamo di non fermarci fino a quell’ora e di fare invece il rientro per la forcella del “Pis Pilon”  partenza dal rifugio verso le 10.30 raggiungiamo la forcella alle 11.40 circa, ci concediamo una brave pausa.
Da quassù si vede ancora il rifugio… e giunge anche la voce del coro che canta la messa che nel frattempo era iniziata
Raggiunta la forcella un susseguirsi di sentieri e cime ci si apre alla vista, altre crode, altri sentieri, e altri progetti, chissà…
Per ora ci accontentiamo di ammirare tutto il panorama che ci si presenta… poi un giorno…
Prendiamo ora il sentiero che scende nella “val de la Medassa” sentiero C.A.I. 511.
Scendiamo fino a raggiungere il bivacco ricovero della  Medassa 1340 m s.l.m., piccolo e accogliente bivacco di antichi pastori… qui in primavera credo scorra un torrente ora asciutto. Facciamo una breve pausa ristoratrice con i panini che abbiamo fatto fare al rifugio.
Dopo esserci rifocillati, riprendiamo la discesa verso case Bortot, e poco sotto il bivacco troviamo un altro bivio, a destra verso la “Pala Bernarda” ed a sinistra il 511 e case Bortot. Prendiamo quest’ultimo perché guardando la cartina la “pala Bernarda”, segnata sulla carta come traccia, pur portandoci alle case Bortot ci sembra molto più ripida del sentiero segnato C.A.I. Nel bosco facciamo anche un incontro, un capriolo che ci ha sentiti sta scappando verso valle…
Altro bivio questa volta per casera Palazza e poco distane su un prato, un enorme noce, qui abbiamo cercato di capire come mai c’era questo noce e abbiamo pensato che non lo avremmo mai saputo… continuiamo la discesa e incontriamo tre persone e una di queste la signora più anziana che avrà avuto circa 75/80 anni  ci ha chiesto da dove venivamo, e se avevamo visto un grande noce”… si… l’abbiamo visto.. rispondiamo e la signora ci racconta come mai quel noce si trovava li… l’aveva piantato il padre molti anni fa e lei su un ramo di quella pianta ci ha giocato con l’altalena… la signora ci racconta anche che anni fa li erano tutti pascoli e la sua famiglia la portava tutte le estati a casera Palazza… ecco risolto un dubbio che io e Paola ci siamo posti del come mai potesse essere li una pianta cosi grande ma soprattutto perché li in mezzo a quel prato. Raggiungiamo cosi il sentiero 507 e la “Val del Rui fret”
Da qui il ponte mariano e di nuovo a case Bortot.

Ulteriori info per raggiungere il rifugio su www.rifugiosettimoalpini.it (sito fatto molto bene) Due giornate trascorse in un ambiente unico inimitabile, anche se tutte le dolomiti sono inimitabili e non andrebbe trascurato neanche un angolo di questo nostro meraviglio territorio.

Salvatore e Paola

Ps

E come sempre, consiglio  prima di partire per un’escursione di verificare sempre le info che leggete, questo racconto è puramente indicativo
By Salvatore

 

 

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