[Val de Mesdì Piz Boè] La Via Ferrata Brigata Tridentina

Tridentina
© Copyright 2010 Salvatore Stringari. Ferrata Brigata Tridentina

Titolo: Ferrata Tridentina.
Oggi anche se giorno lavorativo ma con un giorno di ferie che avanzava sono andato in montagna…
Partito presto da Trento alle 7.00 con un amico, prendiamo l’autostrada e ci dirigiamo verso nord. Arriviamo dopo circa 40 minuti a Chiusa (BZ).
La cartina utile per questa escursione è la Kompass 616

La partenza dell’escursione l’ottavo tornante della strada statale 243 a 1956 metri s.l.m. Vi si accede da: Ponte Gardena – Chiusa, autostrada A22 per la strada statale 242. Dal Passo Gardena si deve scendere fino all’ottavo tornante verso Colfosco raggiunte le indicazioni del parcheggio, lasciamo qui la macchina.
Ci incamminiamo seguendo le indicazioni del sentiero 666 che, si imbocca sulla sinistra, quasi subito. Superiamo facilmente una parete attrezzata che ci porta sopra una cengia e incrociamo il sentiero che proviene dal passo Gardena, continuiamo alzandoci fino all’attacco vero della ferrata.

Preparativi per la partenza.
Ci alziamo tranquillamente alla destra di una piccola ma bella cascatella con l’aiuto di funi e pioli io cerco di tralasciare l’aiuto della fune che uso solo per assicurarmi con i moschettoni mentre per la progressione, uso le mani sulla roccia e i piedi, cerco anche di non usare i pioli. (enormi chiodi di ferro)…
Che bello sentire la calda roccia sulle mani le dita stringono energicamente  le prese e i piedi spingono sugli appoggi… nel frattempo il mio amico Roberto si è portato avanti e mi ha lasciato solo.
Salgo con ritmo lento ma continuo ci vuole circa 40 minuti per  superare lo sbocco del vallone. Arriviamo ora a un bivio, un sentiero a zete porta facilmente al rifugio Pisciadù che tralasciamo per continuarla ferrata. La difficoltà non è proibitiva con un po’ di allenamento si può superare facilmente il tratto più impegnativo della via.
Ora il tratto attrezzato si sposta a destra verso la torre Exner. È il più bello. Quello del ponte sospeso. Questo tratto, leggermente verticale strapiombante in certi punti, ma articolato e protetto molto bene anche con una scaletta che aiuta a superare i punti più critici l’affronto ancora tralasciando la maggioranza di appigli artificiali e mi aggrappo a buoni appigli di roccia che, anche qui, mi aiutano a superare sempre in sicurezza questi ultimi passaggi che mi portano al ponte sospeso.
Raggiungo con un traverso in discesa su roccia appunto il ponte sospeso e trovo ad aspettarmi Roberto il mio compagno di questa avventura bellissima.
Facciamo alcune foto sul ponte e poi riposiamo un attimo. Da qui un facile e ampio sentiero ci conduce al rifugio Pisciadù a 2586 m. s.l.m. passiamo però prima davanti ad una piccola cascatella formata dalla fusione della neve ci abbeveriamo. Riprendiamo ancora una volta il cammino verso il rifugio raggiungendolo alle 12.30 circa. Facciamo una meritata pausa scambiandoci le impressioni sulla ferrata appena percorsa…
Ammiriamo il panorama che ci circonda e il posto dove il rifugio è posizionato è a dir poco incantevole si nota più in basso, un laghetto ancora parzialmente ghiacciato.
Mangiamo un panino enorme, a testa, che ha portato Roberto. Io tiro fuori dal mio zaino delle mele una tavoletta di cioccolata e delle brios e succo di frutta, condividiamo cosi di tutte queste cose, e facciamo uno splendido pranzo. Dopo circa un’ora dal nostro arrivo ripartiamo. Il viaggio e ancora lungo prendiamo in direzione ovest l’imbocco della valle Setus, per rocce facili munite di cordini fissi di sicurezza scendiamo appunto nella valle del Setus.
By Salvatore © Copyright 2010

 

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