[Adamello Presanella] Cima Laghetto.

Cima Laghetto
Cima Laghetto Sfondo, Brenta

Titolo: Cima Laghetto 2959 m.s.l.m.
Gruppo della Presanella
Rifugio Segantini 2373 m.

Il 6 settembre 2009 con due amici, Edoardo e Gino, affronto una gita in Presanella: “bella e un po’ caotica” sarà il parere di Edoardo…
Per me è un ritorno agli anni 80/90 quando quassù passavo ore e ore a girovagare da solo in questo ambiente maestoso e severo che è la Presanella. Oggi partiamo dal parcheggio di Malga Vallina D’Amola (2000 m ca.) e prendiamo il sentiero 211 S.A.T. per il Rif. Segantini (2373 m), che raggiungiamo in 1 h e 10 minuti circa, percorrendo un sentiero facile e panoramico. Sosta al rifugio e punto della situazione. Ci aiutiamo con il “vangelo” della Presanella di Dante Ongari, la Guida dei Monti d’Italia in collaborazione con C.A.I. e T.C.I. e la cartina della Kompass n. 71 scala 1:50.000.  In questa zona della Presanella non sono molti i sentieri segnati, quindi decidiamo di andare un po’ a naso verso la zona di Cima Laghetto: dal Rifugio prenderemo il sentiero 216 S.A.T. per i laghi di Cornisello, poi andremo per tracce sulla Costiera di Cornisello fino a Cima Laghetto.

Ci dirigiamo verso Nord attraversando un corso d’acqua su un simpatico ponte sospeso lungo il sentiero 216. Subito dopo il ponte abbandoniamo il sentiero piegando verso NO e risalendo la valle lungo la cresta di una vecchia morena detritica (Costiera di Cornisello). La Presanella, di fronte a noi, fa capolino dalle nubi. Arriviamo, risalendo il lato opposto della valle per grossi massi granitici, fin sotto Cima Laghetto (2945 m) dove siamo indecisi sul da farsi. Mentre ci confrontiamo su quale sia la via di salita migliore io ho già tratteggiato nella mia mente un percorso possibile… Decidiamo per una perlustrazione e mentre Gino si avvia per portarsi ai piedi della salita “normale”, io decido di partire proprio da dove ci siamo fermati. Non c’è sentiero e devo inerpicarmi per quella che dal basso sembrava una via su fattibili cenge e piccoli salti di roccia per arrivare in breve alla vetta e invece si rivela una sequenza di infide rocce frastagliate. Gino fa il giro intorno alla base del rilievo e scopre una traccia segnata con ometti di pietra che porta fino in vetta, Edoardo è ancora di guardia agli zaini ma con un richiamo il trio si ricompone e poco dopo siamo in cima. Soddisfatti decidiamo di scendere attraverso il Passo del Laghetto nella valle attigua, intuendo dall’alto una breve e poco difficoltosa discesa per rocce. Errore, la discesa è eterna, faticosa ed i massi che la caratterizzano sono infidi e, soprattutto, non finiscono più! Quando, ore dopo, arriviamo sul sentiero per il Rifugio Cornisello invito gli amici a guardare indietro la strada fatta: ci prende qualche brivido, il percorso che Gino ha tracciato, andando su e giù per massi e pietraie era l’unico possibile, un poco più a destra o a sinistra e saremmo finiti nei guai con l’unica possibilità di risalire parte del percorso appena fatto. Arriviamo al Rifugio Cornisello, nei suoi pressi si trovano pesanti tracce delle opere eseguite per costruire una grande diga che avrebbe servito una mega centrale idroelettrica, ma in seguito ai disastri avvenuti in varie parti d’Italia, tra cui il Vajont, l’idea venne abbandonata. Al Cornisello ci beviamo tre robuste birre e ci godiamo una vista strepitosa su sua maestà il Brenta. Poi torniamo verso l’auto lungo la strada.
Che dire di più… giro bello per l’ambiente maestoso, panoramico e severo. Faticoso più per l’assenza di sentiero (e la nostra spensierata inesperienza) che per la lunghezza: il dislivello totale, Cima compresa, si aggira sui 1200 m. circa per un totale di 8 ore approssimativamente.
Come sempre invito che effettua le escursioni qui descritte di informarsi sempre con libri guide e gestori dei rifugi sul percorso da fare e che la preparazione individuale è molto importante, mai sottovalutare la montagna o sopravalutare le proprie capacità.
By Salvatore.

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