[Piccole Dolomiti Pasubio] Vajo dei Colori

vaio dei colori (21).JPG
Vaio dei Colori la testa leoncina

Titolo: Vaio dei colori Tipologia Escursione: Alpinismo
Cima: Carega
Data: 19/07/2009
Gruppo Montuoso: Piccole Dolomiti
Sotto gruppo: PasuBio Carega
Cartina: Fogliosud 1 delle sezioni Vicentine del C.A.I
Segnavia: CAI 157/158
Quota partenza: 1450 m slm
Quota da raggiungere: 2230
Difficoltà: E.E. Alpinistica Escursionisti Esperti
Dislivello: 780 m
Tempo*: 6 h
Giro: Anello
Punti di appoggio: Rifugio Fraccaroli
Acqua, sorgenti:—-
Località: Recoaro Terme (VI)
Parcheggio/i: si
Autore: Salvatore in solitaria
Note: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino.

Premessa: da Passo Pian delle Fugazze, a passo di Campogrosso sentiero 157 e sentiero 158. fino al Rifugio Fraccaroli.
Il Vaio dei colori si raggiunge da Recoaro Terme in auto fino a Campogrosso oppure percorrendo la Vallarsa fino al passo pian delle Fugazze. da qui, a piedi,si raggiunge in un’ora circa  Campogrosso a 1475 m s.l.m.
Il Vajo dei colori va affrontato con cautela.
È valutato E.E.- Alpinistico sul percorso si deve tenere conto della caduta di sassi, casco! della presenza di neve quindi l’uso dei ramponi e dalla pendenza, che richiede l’uso della piccozza e dell’eventualità di doversi arrampicare I-II Grado.
È un percorso attraente e vario ma che presenta delle difficoltà per le condizioni della neve e le scariche di sassi che possono comportare dei guai. È facile trovare neve anche in stagione inoltrata specialmente dopo un inverno come questo (2008/2009.) ho visto gente senza casco e credo francamente che sia un’imprudenza da non commettere.

L’escursione in dettaglio:
Parto dal passo pian delle Fugazze Raggiungo Campogrosso 1450 m. s.l.m. mi avvio per il sentiero N° 157 (indicazioni) Raggiunto il “passo delle Buse Scure” 1475 m. (indicazioni) s.l.m. si prosegue fino a raggiungere la sella del Rotolon 1523 m. s.l.m. da qui fino ai piedi di una verticale parete di roccia il Boale dei Fondi incrociando il sentiero 158. Mi avvio sul sentiero si perde leggermente quota per toccare la vicina sella dei Cotorni. Qui faccio un errore di valutazione oltrepassata la sella il sentiero si dirama con una traccia molto evidente a salire, la traccia che saliva era più marcata di quella che scendeva, peraltro giusta, imboccata quindi la traccia a salire per errore che porta su un sentiero, che porta dentro un vaio cieco che non porta da nessuna parte, si arriva su di una cresta erbosa, è da evitare! Sono a quota 1750 m. s.l.m. circa, devo ridiscendere a 1552 m. s.l.m. 200 metri di dislivello fatti per non essermi fermato un attimo a riflettere e a leggere la relazione che avevo nello zaino. Complice del mio errore anche la segnaletica in quel punto con un palo piegato a terra dalla neve, mi consola se cosi si può dire il solo fatto che, non solo io, ho fatto questo errore che percorrevo il sentiero per la prima volta ma anche alcuni alpinisti della zona quindi non seguire la traccia più evidente ma quella meno marcata e in leggera discesa. Dopo aver ridisceso tutto il vajo arrivo proprio all’attacco del Vaio dei Colori. Fantastico!! La lingua di neve inizia a 1552 m. s.l.m.
Mi dirigo ad una parete di roccia fino a raggiungerla, quota 1700, dove tralascio un primo canale verso destra e piego a sinistra innalzandomi, con la pendenza che si accentua e le pareti che si stringono sempre di più.
Tralascio una seconda diramazione che invita ad andare a sinistra e punto verso destra e la base che qui è stretta successivamente supero una parete con un primo cordino d’acciaio e faccio una pausa. Riprendo, attraverso e salgo sempre sulla lingua di neve puntando ancora a destra arrivo sotto un salto di roccia dove mi tolgo i ramponi per superare un’altra parete con un cordino di acciaio che non da molta sicurezza, arrugginito e sfilacciato, la supero senza grandi problemi. Inizio a vedere delle persone sulla Bocchetta Mosca, salgo, in un canale detritico e friabile, dove in breve guadagno la bocchetta sopra citata. Sto attento a non smuovere troppi sassi, ci riesco, ma due che mi seguono fanno cadere un grosso sasso, non pensando che sotto ci sono io, riesco a schivare il grosso sasso ma voglio ricordare che sotto di voi possono sempre esserci  altre persone e il gesto da fare e gridare  “sasso”, lo faccio io. Per chi in futuro si trova in questa situazione quando si smuovete accidentalmente un sasso che inizia a rotolare verso il basso, gridate, gridate sempre “sasso”! Qui si apre un panorama stupendo che solo le giornate limpide e le dolomiti sanno regalare.
Sono circa le 13 quando raggiungo la Bocchetta Mosca. 2029 m. s.l.m.
Decido nonostante l’ora un po’ tarda e un po’ di stanchezza, di raggiungere il rifugio Mario Fraccaroli 2230 m. s.l.m. Non manco di passare davanti alla testa leonina… in pietra. Lo raggiungo sul sentiero 157 dopo circa un’ora. (sono le 14 circa.)
Sono sulla cima del mondo, sto toccando il cielo con un dito,  mi godo il panorama sulla pianura veneta e credo di vedere anche il mare. Oltre alla parte terminale del Lago di Garda. Dopo essermi ripreso con un buon piatto di pasta ed una mega birra salgo alla cima del Monte Carega. Il Ritorno alla bocchetta mosca è d’obbligo per prendere il sentiero 157 E5 che mi porterà di nuovo a Campogrosso scendendo il Boale dei Fondi tralasciato al mattino per fare il Vaio dei Colori.
*EE Alpinistica per Esperti Alpinisti con attrezzatura adeguata, Casco Ramponi Piccozza.

By Salvatore.

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