[Monte Baldo] Via Ferrata Gerardo Sega

Ferrata G. Sega
© Copyright 2009 Salvatore Stringari. Ferrata G. Sega

Gruppo Monte Baldo
Monte Coalaz
17/5/2009
Cartina Kompass 691 scala 1:25.000 Monte Baldo nord

Il monte Coalaz e raggiungibile da Trento con la provinciale destra Adige Mori – Avio oppure con l’autostrada A.22 uscita Ala Avio sia per chi proviene da nord che per chi proviene da sud.
Usciti dall’autostrada raggiungere Avio poi si seguono le indicazioni Monte Baldo, si imbocca la strada provinciale 208 e al 3 km poco prima del ponte sul torrente Aviana nella Valle dei Molini, si trova un piccolo posto per parcheggiare a 307 m s.l.m.
Nella ben articolata rete dei sentieri della S.A.T troviamo questo meraviglioso sentiero, il sentiero O 685 Gerardo Sega raggiungibile con il  sentiero O 652 che porta alla Madonna della Neve antica chiesa alpina del 1600. Il sentiero, parte nei pressi di una Calcherà,  e subito con tornanti ripidi per circa un ora a raggiungere l’attacco della via. Il sentiero è ben segnalato e intuitivo, non ci sono molte deviazioni.
Si arriva quindi alla Preafessa 700 m s.l.m. bivio per il O-685 imboccandolo si arriva ad una cascata nascosta nella vegetazione. Il sentiero ora prosegue in diagonale leggermente in salita fino a  un salto di roccia per poi scendere ad un’altra piccola cascata e si ritorna a salire sempre nel bosco fino a raggiungere l’attacco della ferrata.Eccomi davanti a una parete immensa. Indosso il casco e l’imbrago. Attenzione!! su questa via ferrata il pericolo di caduta sassi è molto alto per la presenza sulle cenge di ghiaia e sassi, prestare molta attenzione nel caso che sopra e successivamente sotto ci siano altre persone, se un sasso, urtato accidentalmente cadesse, avvisate chi sta sotto gridando: SASSO!!! La partenza è con una scala in ferro raggiungibile dopo un breve passaggio di arrampicata su facili rocce. Superata la scala giungo su una cengia, subito dopo superato un colatoio nel bosco si giungo ad una seconda cengia che porta a una verticale e strapiombante parete, giungo ad una cengia che mi permette di proseguire.  Qui solo gli occhi riescono a catturare l’immenso anfiteatro che mi si presenta. Attraversata la cengia si rientra nel bosco. Trovando ancora un salto di roccia che ci porta su un sentiero friabile. Qui prestare attenzione se sotto ci sono persone la caduta di sassi potrebbe ferire chi sta sotto. Arrivato sotto ad un altro salto di roccia superabile con l’aiuto di un cordino mi  porto verso la fine di questo sentiero ancora un paio di salti e sono fuori.
Il rientro dopo la pausa meritata sulla “cima”, non si arriva proprio su di una cima con questa ferrata, l’uscita a dire il vero lasci un po’ l’amaro in bocca, fa nulla, avendo portato un po’ di cioccolata passa l’amaro.
Pausa su un meraviglioso prato…. quota 1180 m s.l.m.
La discesa: segnalata da un cartello la si fa su una mulattiera forestale ancora sentiero O-685 fino al bivio con  il sentiero O-653. Tralasciando la tabella per Passo Pozza della Cola si scende su strada forestale tra prati verdi e bellissime case da montagna ristrutturate giungendo Alla Val dei Rii 1000 m s.l.m. da qui una breve salita ci conduce al santuario della madonna della neve e a villa Arvedi. dove si scende ancora verso sinistra  passando per una colonia alpina  fino a riprendere il sentiero O-652
scendendo in una gola al Ponte della Balanza 980 m slm e ancora su mulattiera fino al Sasso della Vecchia. continuando fino al bivio Preafessa e valle dei Molini sul sentiero percorso alla andata. Il percorso che si svolge in profonde gole e anfiteatri di roccia meravigliosi nonostante non si esca mai dal bosco tranne quando si percorrono le cenge. Lungo ma appagante itinerario ci vuole sicuramente un buon allenamento per percorre questo itinerario non consigliato a chi soffre di vertigini e che non è abituato a lunghe percorrenze. La via ferrata sfrutta i punti deboli della montagna questo significa salire per poi perdere quota e riprenderla successivamente. I tempi di percorrenza sono individuali rispecchiano l’allenamento e la preparazione  personale.
Io ho percorso questo itinerario in 7 ore circa
© Copyright 2009 Salvatore Stringari.

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