[Adamello] Carè Alto 3462 m

Care Alto
Care Alto

Titolo: Rifugio Dante Ongari 2459 m S.A.T Cima Care Alto, m.3465 slm
Data: 1980/2000
Cima: Care Alto
Gruppo Montuoso: Presanella Adamello
Cartina: Kompass Adamello
Segnavia: Cai-Sat 213, 215
Tipologia sentiero: EE Alpinistico
Difficoltà*: AD+  EE Alpinistica
Quota partenza: 1250 m.s.l.m.
Quota da raggiungere: 3465 m.s.l.m.
Dislivello: 2206
Tempo*:  2 giorni 11.30 ore
Giro: A/R
Punti di appoggio: Rifugio Dante Ongari al Care Alto
Acqua, sorgenti: si
Località: Spiazzo-Borzago
Copertura cellulare: non rilevata
Parcheggio/i: si
Partecipanti: io
Autore/i: Salvatore
Nota: * i tempi di percorrenza e le difficoltà sono in base alla propria preparazione psico-fisica e tecnico pratica, conoscenza del ambiente alpino, di progressione, movimento in ambiente alpino capacità di orientamento.

Premessa: Ho fatto alcune volte questa cima anche quando i ghiacciai erano ancora in buono stato ora sono anni che non ci salgo più ma qualche ricordo lo conservo.  Da Trento raggiungo Tione di Trento, poi in direzione Val Rendena una volta arrivati a Spiazzo, si transita avanti l’albergo Moleta, subito dopo vi è il bivio per la Val Borzago. La percorro per 7 km fino al termine della strada asfaltata dove un ampio e comodo parcheggio in località Pian della Sega 1250 mi consente di lasciare l’auto, ed iniziare la lunga e ripida salita al Rifugio Dante Ongari.

L’escursione in dettaglio: alzando lo sguardo lo si può già vedere, piccolo, lontano, in alto, impiegherò 3 ore per raggiungerlo.
Imbocco l’ampia strada sterrata che si immerge nel bosco di abeti, lo seguo fino in corrispondenza di un tornante e girando a destra proseguo dritto mi inerpico lungo noiosi e ripidi gradini scavati nel sentiero guadagno lentamente quota poi in leggera discesa fino ad un ponte in legno. Superato l’impetuoso Rio Bedù, inizio una lunga salita tra prati e cespugli. Il percorso mi porta sotto alcune lisce placche rocciose. Mi trovo ad aggirare un costone erboso per poi ritornare a salire su terreno aperto.
Giunto ad un evidente e secco tornante verso destra, vedo sopra di me il rifugio.
Da qui manca ancora quasi un’ ora di salita che si svolge tra blocchi di pietra, tornanti, e tratti su prato.
Giungo al rifugio, posto nel intaglio alla base della cresta Est del Carè Alto, “La Busa del Gàt”
Nei pressi del rifugio, si trova una bella chiesetta, costruita nella Grande Guerra, dai prigionieri Russi dalla forma insolita.
Il giorno seguente, inizio col discendere la cresta e dietro al rifugio tramite un’erta scalinata di pietra verso il fondo di un bel vallone detritico. Terminata la discesa, percorro un sentiero pianeggiante, che mi porterà a superare il Rio Bedù grazie ad un ponte fatto da due corde d’acciaio tipo ponte Tibetano. Da qui, superando grosse pietre e ruscelletti inizio la vera salita ai Pozzoni, Il percorso è abbastanza libero e intricato, ma con intuito, ma sopratutto grazie ad alcuni ometti di pietre, arrivo a mettere piede sul ghiacciaio. Calzati i ramponi munito di picozza inizio a camminare sull’enorme distesa di ghiaccio con una labile traccia da seguire. Mi porto verso l’evidente Pala evitando punti più ripidi e i crepacci.
Giungo sotto la parte finale, prendo la via di salita per superare l’ultimo, ripido tratto ghiacciato giungo alla fascia rocciosa che mi separa dalla cresta finale.
Tornato sul ghiacciaio percorro a ritroso la via di salita fino al rifugio e da qui all’auto.
By Salvatore.

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